Ma è vero che… per i grandi impianti fotovoltaici sono previsti iter particolari?

Condividi
In base alla grandezza di un impianto fotovoltaico è necessario effettuare procedure e pratiche differenti, vediamo nello specifico quali.

Come è noto, per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore a 11,08 kW è richiesta la protezione di interfaccia esterna all’inverter. Quest’obbligo comporta anche la verifica delle soglie di intervento tramite apposita cassetta prova relè e la ripetizione del test con cadenza quinquennale. Per impianti maggiori di 20 kW sono inoltre necessari: la pratica con iter ordinario, il rincalzo della protezione d’interfaccia e la richiesta di officina elettrica presso l’Agenzia delle Dogane.

Pratica con iter ordinario

Da gennaio 2016 è possibile richiedere la connessione di impianti fotovoltaici con iter semplificato, avendo come unico interlocutore l’ente distributore. Qualora però la potenza superi i 20 kW, è obbligatorio seguire l’iter ordinario, seguendo il quale occorre accedere anche ai portali di Terna e GSE, con tempi e costi della pratica maggiori.

Pratica agenzie delle dogane

L’apertura di un’Officina Elettrica è operazione abbastanza complessa. Consiglio pertanto di recarsi anticipatamente presso l’Agenzia delle Dogane territorialmente competente per documentarsi sulla procedura da seguire ed essere quindi certi di ottemperare a tutte le richieste. Per poter esercire un impianto maggiore di 20 kW occorre far installare dal distributore un contatore di produzione di tipo MID e dotare di certificato di taratura a banco i TA e gli eventuali TV. È inoltre necessario che un laboratorio abilitato effettui una verifica del gruppo di misura dopo l’installazione.
Occorre infine produrre i seguenti allegati:
• planimetria generale dell’officina elettrica;
• relazione tecnica dell’impianto fotovoltaico;
• schema unifilare dell’impianto;
• schema d’inserzione degli strumenti di misura.

SCHEMA UNIFILARE di un impianto fotovoltaico da 50 kW con evidenziato il circuito di rincalzo.
Conclusioni

Quando si sceglie la taglia dell’impianto occorre tenere presente gli oneri maggiori richiesti dalle leggi e dalla normativa per le potenze superiori a 11,08 e 20 kW. Compatibilmente ad altre necessità, è quindi consigliabile optare per taglie immediatamente inferiori a tali soglie.

Rincalzo protezione d’interfaccia

Il rincalzo protezione d’interfaccia è un ulteriore dispositivo di riserva oltre al teleruttore, comandato dalla protezione d’interfaccia. Si può realizzare, dotando di bobina di sgancio, un interruttore automatico. Se l’interfaccia comanda lo sgancio del teleruttore, e questo non si apre, l’SPI invia corrente alla bobina di sgancio dell’interruttore aprendo in modo sicuro il circuito di produzione come indicato nello schema qui presente.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

serbatoi dell'ACS

Ma è vero che… è consigliabile dotare i serbatoi dell’ACS di resistenze elettriche?

In un’epoca di transizione energetica, la gestione del comfort domestico sta cambiando radicalmente. Se un tempo il serbatoio dell’acqua calda era visto come un semplice contenitore passivo collegato alla caldaia, oggi sta diventando il cuore pulsante di un sistema energetico intelligente

Ma è vero che… l’interruttore del contatore può sostituire il generale?

La protezione della linea montante a valle del contatore è un elemento essenziale per la sicurezza dell’impianto elettrico. La norma cei 64-8 stabilisce quando sia necessario installare un interruttore generale dedicato e in quali casi è possibile utilizzare il magnetotermico integrato nel contatore del distributore.

Manutenzione delle tubazioni

La manutenzione delle tubazioni in prossimità del contatore spetta al proprietario?

Il dubbio sorge quasi sempre in un momento critico: una macchia di umidità vicino al muretto di cinta, una bolletta dell’acqua spropositata o una perdita visibile nei pressi del contatore. In quel momento, la domanda è una sola: la riparazione tocca a me o alla società idrica?