Ma è vero che… sono cambiati i simboli grafici per i trasformatori di comando?

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Dal 1° maggio 2025 è in vigore la nuova edizione della norma CEI EN IEC 61558, che ridefinisce i segni grafici dei trasformatori di comando e aggiorna i criteri di sicurezza per reattori e unità di alimentazione. Un’occasione per fare chiarezza sui simboli e sulle loro applicazioni pratiche.

Il primo maggio 2025 è entrata in vigore la nuova edizione della serie di norme CEI EN IEC 61558 riguardanti trasformatori, reattori, unità di alimentazione e loro combinazioni. La nuova edizione modifica i segni grafici che identificano i trasformatori di comando, cogliamo l’occasione per ripassare il significato dei principali simboli che possiamo trovare stampigliati sulla targhetta dei trasformatori per utilizzare sempre quello più adatto al nostro impianto.

Trasformatori di comando

I circuiti di comando e segnalazione, detti anche circuiti ausiliari, è opportuno che siano alimentati tramite un trasformatore in modo da ottenere la separazione galvanica dai circuiti di potenza. Il trasformatore di comando conforme alla CEI EN 61558-2-2 è dotato di specifiche caratteristiche adatte a ricoprire questo ruolo. Per circuiti di comando e segnalazione si intendono quelli che alimentano le bobine di contattori, le bobine dei relè, le elettrovalvole, le lampade di segnalazione, i pulsanti luminosi ecc..

Questi circuiti sono soggetti a variazioni di carico repentine (accensioni e spegnimenti) e sono caratterizzati dall’avere basso fattore di potenza, per cui i trasformatori di comando dovranno presentare bassa resistenza di cortocircuito e soprattutto bassa reattanza di cortocircuito in modo da limitare il più possibile gli sbalzi di tensione al loro secondario.

Visto che i segni grafici previsti dalla CEI EN 61558-2-2 per questo tipo di trasformatore sono 3, è opportuno, per capirne la differenza, riportare la suddivisione che la norma CEI EN 61558-1 applica ai trasformatori in relazione al tipo di resistenza al corto circuito:

  • trasformatore a prova di guasto: è un trasformatore che a seguito di sovraccarico o cortocircuito, non è più in grado di funzionare, senza però recare alcun pericolo per l’utilizzatore o l’ambiente circostante (es. trasformatore con protezione interna);
  • trasformatore non resistente al corto circuito: è un trasformatore previsto per essere protetto contro una eccessiva temperatura per mezzo di un dispositivo di protezione non fornito con il trasformatore stesso (es. fusibili esterni);
  • trasformatore resistente al corto circuito: è un trasformatore nel quale la sovratemperatura non supera i limiti specificati quando il trasformatore è cortocircuitato, e che può funzionare normalmente dopo la rimozione del corto circuito.
  • I simboli della vecchia edizione sono caratterizzati a un triangolo, mentre i nuovi simboli sono caratterizzati da un quadrato inclinato di 45 gradi come illustrato nella figura sottostante.

Trasformatori di isolamento di sicurezza e per uso medicale

Spesso si fa confusione tra trasformatore di isolamento, trasformatore di sicurezza e trasformatore di isolamento per uso medicale, in figura 2 sono riportati i relativi segni grafici.

Il trasformatore di isolamento serve per separare galvanicamente due circuiti per cui occorre essere certi che questa separazione sia robusta; infatti, per fregiarsi di questo titolo esso deve essere dotato di una “separazione di protezione”, oltre al normale isolamento funzionale presente in tutti i trasformatori. La separazione di protezione può essere ottenuta in tre modi, mediante un isolamento doppio, mediante un isolamento maggiorato detto isolamento rinforzato o mediante uno schermo metallico tra primario e secondario, collegato a terra.

Il trasformatore di sicurezza deve riportare il segno grafico del trasformatore d’isolamento all’interno di uno scudo, esso è di fatto un trasformatore d’isolamento con tensione al secondario minore o uguale a 50 V e, come noto, serve per alimentare i sistemi di sicurezza a bassissima tensione come il SELV (Safety Extra Low Voltage) o il PELV (Protective Extra Low Voltage).

Il trasformatore di isolamento per uso medicale (segno grafico formato da un trasformatore d’isolamento entro un ospedale stilizzato) presenta corrente di dispersione verso terra non superiore a 0,5 mA (consiglio di scegliere trasformatori con correnti di dispersione ancora minori). Questa caratteristica è necessaria in quanto è destinato ad alimentare apparecchi elettromedicali con parti applicate a pazienti che potrebbero essere cateterizzati e quindi vulnerabili anche a correnti molto inferiori a 1 mA (microshock).

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