La verifica delle misure di protezione contro i fulmini

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La verifica delle strutture e dei componenti esterni

Questi componenti sono distinti in tre parti:

– i captatori, soggetti a sopportare l’impatto del fulmine;

– le calate destinate a convogliare a terra le correnti di fulmine e a sopportare le sollecitazioni elettrodinamiche;

– il dispersore  destinato a disperdere nel terreno le correnti di fulmine e a mantenere basse le tensioni impulsive.

Figura 4
Figura 4

Si deve ricordare che, con la sola eccezione del captatore, per il quale si considera la concentrazione del fulmine in un solo punto di impatto (situazione più gravosa), nelle calate e nel dispersore le correnti si dividono in una o più parti, secondo regole complesse non trattate dalla nuova Guida.

Con riferimento alla figura 4, i componenti destinati alla captazione della corrente di fulmine devono essere dimensionati in modo da non subire danni di tipo termico o elettrodinamico che sono sempre funzione della corrente di fulmine.Tale corrente può assumere valori estremamente variabili che vanno da oltre 200 kA a poche migliaia di ampere.

Con riferimento alla figura 5 nelle calate possono verificarsi rotture per effetti elettrodinamici dovuti alla repulsione fra correnti controverse e alla attrazione fra correnti equiverse.

 

 

Figura 5
Figura 5

Si ricorda che la forza elettrodinamica è direttamente proporzionale al quadrato della corrente e inversamente proporzionale alla distanza  tra i conduttori paralleli, secondo una relazione del tipo F = 2 x 10-7 i2 l/d. Trattandosi di correnti dell’ordine del centinaio di kA, con distanze dell’ordine di qualche decimetro si hanno forze di un certo rilievo  che possono sfilare cavi dai morsetti,  aprire o incurvare cappi o curve.

Il dispersore deve essere unico e integrato con quello dell’impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti.

Si deve tener presente che la  dispersione delle correnti di fulmine,  che sono di tipo impulsivo a rampa ripida, richiede provvedimenti di simmetrizzazione delle correnti disperse nel terreno  e perciò non è in genere sufficiente il criterio ordinario basato sulla riduzione della resistenza ma va dimensionato con il diagramma riportato in figura 6.

Figura 6
Figura 6

Le normativa vigente prevede a tale scopo due tipi di dispersore:

– tipo A: ad elementi singoli,

– tipo B: ad anello.

L’area racchiusa dall’anello deve essere tale  che l’area circolare equivalente abbia raggio non inferiore alla lunghezza determinata con il diagramma. L’anello deve essere interrato per almeno l’80% del perimetro. Tutti gli elementi da interrare devono avere dimensioni non inferiori a quelle indicate  nelle tabelle riportata nella stessa figura 6.

I limitatori di sovratensioni

La funzione di gran lunga più importante dei limitatori  rimane la protezione contro le sovratensioni impulsive degli apparecchi sensibili. In questo caso sono da considerare solo i tipi adatti alla protezione contro le i sovratensioni  di origine atmosferica. Questi limitatori presentano importanti semplificazioni rispetto agli ordinari, essendo necessaria la limitazione della tensione residua (il fulmine dura pochi micro secondi). Il principio di funzionamento è abbastanza intuitivo; si tratta di  una resistenza il cui valore varia in funzione inversa alla tensione applicata:

– fino alla tensione di innesco la resistenza è elevatissima e lo scaricatore si comporta come un isolatore;

– superata la tensione di innesco si ha una repentina diminuzione della resistenza e lo scaricatore si comporta come un conduttore di resistenza trascurabile.

Durante la scarica la resistenza però non è nulla ma dà luogo a una tensione residua caratteristica che risulta applicata al componente  ma che, come detto, nel caso del parafulmine non ha effetti negativi.

Figura 7
Figura 7

Con riferimento alla figura 7, i tipi adatti impiegati contro i fulmini sono tre:

1. gli spinterometri basano il loro principio di funzionamento su celle di soppressione deion; sono caratterizzati da elevatissime correnti di scarica (anche 100 kA).

2. i varistori sono costituiti da resistenze di ossido di zinco e possono scaricare correnti fino a qualche migliaio di ampere

3. i soppressori sono speciali diodo di Zener, che sfruttano l’effetto valanga. e possono scaricare qualche centinaio di ampere.

 

 

 

 

 

 

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