«In un edificio esistente si vuole migliorare l’efficienza energetica sostituendo i vecchi apparecchi fluorescenti con nuovi apparecchi LED, mantenendo invariati numero, posizione e comando dei punti luce. È corretto considerare l’intervento come una semplice sostituzione “uno a uno”, senza ulteriori verifiche illuminotecniche?», chiede un lettore di Elettro.
Non necessariamente! La sostituzione con apparecchi LED può ridurre i consumi e ridurre la manutenzione (se di buona qualità!), ma non garantisce automaticamente il rispetto dei requisiti illuminotecnici dell’ambiente. A parità di posizione, infatti, possono cambiare flusso luminoso, distribuzione fotometrica, abbagliamento, uniformità, temperatura di colore e resa cromatica.
Per ambienti di lavoro, scuole, uffici, aree comuni o spazi aperti al pubblico, non basta verificare la potenza installata. Occorre controllare che l’illuminamento medio mantenuto, l’uniformità, il controllo dell’abbagliamento e la qualità della luce siano coerenti con la destinazione d’uso, facendo riferimento alle norme tecniche applicabili, in particolare la UNI EN 12464-1 per i luoghi di lavoro interni e la UNI EN 12464-2 per quelli esterni.
Anche dal punto di vista elettrico l’intervento non è sempre neutro: i nuovi alimentatori elettronici possono modificare correnti di spunto, fattore di potenza, armoniche e comportamento dei dispositivi di comando o protezione. In generale spesso è una buona idea, ma non può essere trattata come un semplice cambio lampada.
