Pillole per il tecnico impiantista – Tensione e corrente

Condividi

La tensione elettrica o differenza di potenziale (in breve DDP) tra due punti è rappresentativa dell’energia necessaria per spostare una carica elettrica da un punto a un altro. L’unità di misura internazionalmente utilizzato per qualtificarla è il volt (simbolo V).

Se una tensione viene applicata ai capi di un corpo di materiale conduttore (come rame, alluminio, ferro, piombo, oro, argento, platino, acqua e metalli in genere), l’energia fornita causerà, a livello atomico, la migrazione delle particelle “mobili” chiamate elettroni (e-), dotati di carica negativa. Questi si sposteranno dal punto a potenziale minore (che corrisponde a un’energia maggiore) al punto a potenziale maggiore (che corrisponde a un’energia minore), definendo così il verso reale della corrente. Per convenzione, però, si attribuisce alla corrente verso opposto a quello reale.

A tale migrazione di elettroni si dà il nome di corrente elettrica. Se si immagina di contare le cariche (Q) che passano attraverso una sezione di conduttore in un intervallo di tempo (t) è possibile definire come intensità di corrente elettrica il rapporto fra Q e t. Essa si misura in Ampere (simbolo A).

Se una tensione viene applicata ai capi di un corpo di materiale isolante (aria, ceramica, vetro, carta, olio, gomma, materie plastiche), l’energia a esso fornita non sarà causa di circolazione di corrente elettrica in quanto gli elettroni non possono muoversi da un atomo all’altro perché vincolati nelle loro posizioni. Il dispositivo in grado di fornire – con continuità nel tempo – una tensione è il generatore elettrico, presenta due poli, uno a potenziale più alto (+) ed uno a potenziale più basso (-).

Per poter osservare il fenomeno della circolazione di corrente elettrica si dovranno verificare tutte e tre insieme le seguenti condizioni:

A. presenza di un generatore;
B. circuito realizzato con un materiale conduttore;
C. presenza di un circuito chiuso.

Il metodo più pratico comunemente utilizzato per interrompere o consentire la circolazione della corrente elettrica consiste nell’inserire nel circuito un dispositivo capace di aprirlo o chiuderlo (caso C nello schema): l’interruttore.

Questo dispositivo presenta due stati stabili: aperto (OFF) e chiuso (ON). Nella pratica impiantistica, la tensione è riferita ad aspetti legati alla sicurezza (livelli di isolamento delle apparecchiature, protezione contatti diretti e indiretti); la corrente, invece, ad aspetti legati alle prestazioni (correnti di cortocircuito, potere di interruzione, portate cavi, assorbimenti).

Ti potrebbero interessare

connettività wireless

Filare, wireless o ibrido?

Un’analisi mette a confronto le tre principali tipologie di connettività per i sistemi di antintrusione, controllo accessi e videosorveglianza.

serbatoi dell'ACS

Ma è vero che… è consigliabile dotare i serbatoi dell’ACS di resistenze elettriche?

In un’epoca di transizione energetica, la gestione del comfort domestico sta cambiando radicalmente. Se un tempo il serbatoio dell’acqua calda era visto come un semplice contenitore passivo collegato alla caldaia, oggi sta diventando il cuore pulsante di un sistema energetico intelligente

Ma è vero che… l’interruttore del contatore può sostituire il generale?

La protezione della linea montante a valle del contatore è un elemento essenziale per la sicurezza dell’impianto elettrico. La norma cei 64-8 stabilisce quando sia necessario installare un interruttore generale dedicato e in quali casi è possibile utilizzare il magnetotermico integrato nel contatore del distributore.

Come si fa… l’impianto elettrico di una cucina professionale a gas?

Dalla suddivisione dei circuiti all’ubicazione del quadro, fino ai sistemi di rilevazione fughe gas: criteri tecnici e accorgimenti progettuali per realizzare un impianto elettrico adeguato nelle cucine professionali a gas.