Dissipazione del calore senza consumo di energia

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Un’applicazione brevettata permette il raffreddamento degli apparati elettrici ed elettronici, utilizzando cambiamento di fase e gravità per la circolazione del fluido in un tubo ad anello, senza l’uso di compressore o pompa.

Sfruttando differenze di temperatura anche min­ime, i tubi di calore (heat pipe) possono trasferire gran­di quantità di energia termica. Il fisico monzese Pier Maria Boria ha recentemente sviluppato un tubo di calore chiuso ad anel­lo, che mette a sistema semplic­ità costruttiva e operativa con la superiore efficienza nel tras­ferimento del calore ottenuta dal cambiamento di fase del flu­ido termovettore.

La principale innovazione consiste nella con­figurazione ad anello del tubo di calore. La creazione di un ci­clo di funzionamento alimenta­to dalla sola differenza di tem­peratura consente di dissipa­re interessanti quantità di ca­lore, senza il bisogno di appare­cchi per la movimentazione del fluido nel circuito, quindi con un significativo vantaggio energet­ico rispetto ad altri sistemi di raffreddamento alimentati con elettricità.

Raffreddamento gratuito

Gli apparati elettrici ed elettronici sono fra le principa­li applicazioni del tubo di calore chiuso ad anello. Nel caso di un quadro elettrico, ad esempio, l’installazione in campo è tecni­camente semplice: l’evapora­tore è inserito nel vano da raf­freddare, mentre il condensa­tore resta a contatto con l’aria esterna. La lamina metallica mediana permette di chiudere ermeticamente la fessura nec­essaria all’installazione, sep­arando l’ambiente da raffred­dare rispetto all’esterno.

Il contenuto ingombro trasver­sale e la configurazione mod­ulare si prestano all’uso scala­bile. L’installazione di 4 modu­li del prototipo, al servizio di un quadro elettrico con profondità di 500 mm, permette di dissipa­re circa 1 kW.

I moduli non richiedono ma­nutenzione, hanno una dura­ta illimitata, non alterano il gra­do di protezione dell’apparec­chio interessato e sono partico­larmente indicati per atmosfere controllate, potenzialmente pericolose o bianche.


COME È FATTO E COME FUNZIONA
Ciascun tubo di calore chiuso ad anello è costituito da due o più tubi alettati (candele) raccordati a formare un circuito. Il sistema è dotato di un indicatore di passaggio del fluido frigorigeno e di due attacchi, necessari al controllo della carica iniziale del fluido. La trasformazione del fluido è isotermobarica (temperatura e pressione costanti): tenendo conto delle rispettive caratteristiche e prestazioni si possono usare tutti i gas frigorigeni, compresi quelli con basso GWP (per esempio R290) e anche l’acqua (R718). Il prototipo nella foto utilizza R134A.

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La configurazione ad anello del tubo, unita all’inclinazione delle candele (evaporatore inferiore, a contatto con la zona calda; condensatore superiore, a contatto con l’ambiente), consentono un ciclo continuo di trasformazioni, che si adatta automaticamente al carico, da vapore a liquido e viceversa. Il vapore più caldo sale nella parte alta della sezione tubiera, mentre il liquido più freddo scende per gravità occupando la parte inferiore. Si evita così la sovrapposizione fisica delle fasi, tipica dei tubi di calore con configurazione lineare, a vantaggio dell’efficienza del processo.


MODULARE E SCALABILE
La portata del fluido è strettamente associata al rispettivo calore latente di evaporazione. A parità di potenza, le portate sono differenti e quindi possono richiedere l’adattamento del diametro dei tubi. Il tubo di calore ad anello si presta quindi a un’ampia gamma di varianti, per soddisfare numerose applicazioni anche grazie alla sua modularità, che ne permette l’uso in batteria per fronteggiare differenti necessità di raffreddamento. Nell’immagine un modulo con due candele evaporanti, progettato per dissipare il calore dei quadri elettrici.

 

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