È possibile caricare un circuito del riscaldamento con acqua demineralizzata o distillata?

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Gli impianti di riscaldamento sono spesso soggetti a inconvenienti quali depositi e incrostazioni che possono causare la perdita di efficienza nello scambio termico, guasti e rotture di apparecchiature e strumenti, occlusioni delle linee e altre anomalie. È opportuno prestare massima attenzione alla qualità dell’acqua che verrà immessa nell’impianto, in quanto questi problemi sono causati, in gran parte, dalle sostanze in essa presenti che provocano la formazione di incrostazioni e facilitano il fenomeno della corrosione.

La domanda che sorge spontanea è la seguente: se introduciamo nell’impianto solo acqua “pura”, eliminiamo tutti i problemi dovuti alla circolazione e al riscaldamento quali ad esempio il calcare?

Per prima cosa occorre far riferimento alla legislazione italiana, che per prevenire i fenomeni di incrostazione e corrosione, impone la verifica della qualità delle acque di riempimento del circuito di riscaldamento.

Nel caso in cui i valori siano al di fuori dei limiti specificati sono necessari trattamenti specifici. La normativa UNI 8065:1989 fissa i parametri chimici e chimico fisici delle acque negli impianti termici a uso civile.

Gli impianti di riscaldamento più recenti sono dotati di generatori di calore ad alto rendimento a condensazione costituiti da scambiatori e passaggi del fluido sempre più ridotti e di fatti soggetti ai fenomeni di corrosione e ostruzione, per queste tipologie impiantistiche il trattamento maggiormente adottato tra i trattamenti chimico fisici è l’addolcimento dell’acqua, ovvero la sostituzione di calcio e magnesio (minerali responsabili della durezza dell’acqua e poco solubili) con il sodio (più solubile).

Un trattamento di efficacia superiore è la demineralizzazione, applicabile sui circuiti chiusi degli impianti di climatizzazione ed estremamente efficace nell’eliminazione dei sali e della conducibilità elettrica.

La demineralizzazione elimina completamente i sali presenti nell’acqua, riduce la conducibilità elettrica e stabilizza il pH.  L’obiettivo principale è sempre quello di stabilizzare la qualità dell’acqua all’interno dell’impianto in modo che, dopo aver eliminato le impurità, se ne blocchi la formazione. Prestare la massima attenzione per evitare danni e guasti alle apparecchiature al controllo frequente del pH (acidità dell’acqua), della durezza (quantità di calcare) e se necessario procedere all’introduzione nell’impianto di additivi filmanti, antiacidi e antiaggreganti.

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