Occorre eseguire frequentemente il monitoraggio di un pozzo geotermico?

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pozzo geotermicoLe attività di monitoraggio dei pozzi di presa e resa a servizio dell’impianto di pompa di calore riguardano unicamente le attività di controllo dell’efficienza. Scopo del monitoraggio, infatti, è controllare il buon funzionamento e l’efficacia dei pozzi di presa e resa al fine monitorare l’andamento nel tempo di eventuali possibili malfunzionamenti delle componenti dei pozzi di presa (pompe sommerse, filtri, raccorderia etc) o di alterazioni fisico chimiche delle acque emunte per scambio termico (Temperatura pH, redox, ossigeno disciolto, conducibilità elettrica).

Le fasi consigliate sono due, una fase con cadenza semestrale e una fase con cadenza annuale. Nel dettaglio:

  • Fase 1 – Rilievo semestrale del valore di soggiacenza della falda con il pozzo spento e con il pozzo in funzione, nonché la misura dei principali parametri chimico fisici delle acque emunte dal pozzo di presa quali temperatura, potenziale redox, ossigeno disciolto, pH conducibilità elettrica, una valutazione sulla torbidità delle acque emunte, valutazione quadro elettrico e verifica dei settaggi degli inverter.
  • Fase 2 – Prova di portata annuale al fine di definire l’indice di degrado.

Dopodiché seguono due attività, la stesura del report annuale e l’inoltro adempimenti amministrativi. Al termine di ciascun anno, infatti, è consigliato redigere un rapporto che illustri le attività svolte ed evidenzi eventuali problematiche. Sono previsti 3 rapporti.

Inoltre, il Decreto Dirigenziale e il Disciplinare stabiliscono che, entro il 31 marzo di ogni anno, salvo diversa disposizione della Giunta regionale, il concessionario è tenuto alla presentazione delle denunce annuali delle misurazioni delle portate e dei volumi d’acqua derivati relativi all’anno precedente, da trasmettere alla Città Metropolitana e il dato relativo ai consumi del pozzo di presa.

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