Climatizzazione radiante per un grattacielo

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In uno dei più alti grattacieli mai realizzati, concentrato di tecnologie all’avanguardia, la climatizzazione dell’enorme volume della lobby d’ingresso è affidata a un impianto radiante a pavimento che coniuga efficienza e comfort.

Progettato da importanti società di professionisti di livello internazionale come Kohn Pedersen Fox (architettura), Leslie E. Robertson Associates (strutture) e SYSKA Hennessy Group (impianti), l’edificio è un compendio delle più evolute tecnologie costruttive, messe a punto dalla società committente per accreditarsi come player di livello globale per la realizzazione di grandi edifici a sviluppo verticale.

Nonostante la tradizionale predilezione dei coreani per i prodotti autoctoni, in questa gigantesca e complessa costruzione è presente anche tecnologia italiana. Si tratta dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento radiante installato sotto la pavimentazione della lobby del podio, prodotto dall’azienda friulana RDZ.

Uno degli aspetti più complessi del progetto degli impianti termomeccanici è infatti consistito nella definizione della migliore soluzione per la climatizzazione degli spazi connettivi, che cingono il “core” dell’edificio – prevalentemente occupato dai nodi della circolazione verticale e, al piano terreno, dai locali tecnici – permettendo l’accesso alle scale mobili che conducono ai livelli superiori, destinati alle attività commerciali.

La notevole altezza degli spazi connettivi (8 livelli fuori terra) e la presenza di un involucro edilizio quasi completamente trasparente – soggetto alla variabilità delle condizioni di irraggiamento solare – sono fra le ragioni che hanno condotto alla scelta di un impianto radiante a pavimento in grado, assieme all’impianto di ventilazione meccanica a stratificazione, di restituire adeguati livelli di comfort.

La soluzione è stata oggetto di un’analisi computazionale della dinamica dei fluidi (CFD), che ha simulato i movimenti dei flussi d’aria che si generano all’interno del volume climatizzato, risolvendo sia i problemi di stratificazione dell’aria nella parte più elevata della lobby, sia il surriscaldamento differenziale fra due zone – quella caratterizzata dall’esposizione all’irraggiamento solare e quella ombreggiata dal core specie durante il periodo estivo.

L’impianto radiante a pavimento si è infatti dimostrato la soluzione più efficiente dal punto di vista energetico e del comfort, non solo per abbattere gli estremi dei carichi termici e frigoriferi, ma anche per minimizzare la variazione della temperatura dell’aria immessa in ambiente dall’impianto di ventilazione, considerando anche i continui flussi esogeni conseguenti alla continua apertura e chiusura dell’accesso alla lobby.

L’applicazione del pavimento radiante ha interessato una superficie ampia circa 2.000 m2, con 111 circuiti sottopavimento per una lunghezza complessiva delle tubazioni di circa 12.840 m (passo medio 160 mm).

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