L’incentivo torna a sostenere gli investimenti HVAC&R, favorendo digitalizzazione, efficienza energetica e minori emissioni grazie a procedure più semplici e a un orizzonte temporale stabile.
Lo strumento messo a punto con la Legge di Bilancio crea condizioni favorevoli perché il percorso verso un’impiantistica HVAC&R efficiente sia facilitato non solo grazie agli incentivi, ma anche in ragione di una finestra temporale ampia che genera condizioni “progettuali” più consistenti e una procedura d’accesso che prevede minori tecnicismi.
È quindi di soddisfazione il commento di Alessandro Maggioni, Responsabile Relazioni Istituzionali di ANIMA, che ce ne illustra gli elementi cardinali e la visione d’insieme in cui il provvedimento va ad inserirsi.

“Al di là del tecnicismo della misura, l’iperammortamento è sicuramente lo strumento incentivante di riferimento per supportare gli investimenti in beni strumentali anche nello specifico del settore della refrigerazione e della climatizzazione. È pensato con un obiettivo specifico in termini di efficientamento, riduzione emissioni ed è sicuramente la misura principe che può supportare il mercato nelle scelte di investimento.”
Un provvedimento importante: quali sono i tratti caratteristici da mettere in risalto?
“Il primo è quello della sua durata: è stato previsto un orizzonte temporale che è sostanzialmente di quasi tre anni e quindi è un messaggio importante al mercato, perché permette di poter pianificare i propri investimenti facendo scelte che siano logicamente pensate sui propri processi e sulle proprie esigenze.
Non avremo auspicabilmente una corsa affannata all’incentivo e possiamo dire che lo strumento “ragiona” nei tempi e modi in cui l’azienda pianifica: c’è la stabilità della misura.”
Un elemento di sicuro aiuto. E le dimensioni?
“I fondi disponibili non sono pochi, 10 miliardi e 400 milioni di euro, ma proprio per l’importanza della misura in sé, non sono tantissimi: vista l’attesa e la rilevanza, c’è un forte interesse e questo determina anche una attenzione che si è già tradotta in azioni concrete. I dati forniti da fonti ministeriali indicano che nei primi quindici giorni seguiti all’apertura del portale del GSE sono già stati quantificati investimenti per un miliardo e 200 milioni.
Quindi, la misura sta già avendo successo?
“Un successo corroborato da un altro elemento importante: si tratta di fondi nazionali e non più fondi PNRR come l’anno scorso; quindi da un lato rappresentano un segnale della volontà del Governo di supportare gli investimenti in beni strumentali, un fatto decisamente rilevante, ma non solo. Dall’altro lato sono stati eliminati quei vincoli che avevano condizionato le misure incentivanti nel periodo 2024-25, vincoli legati strutturalmente al fatto che i fondi che finanziavano la misura fossero connessi al PNRR che avevano creato difficoltà per l’accesso all’incentivo in sé.”
Qual era il problema?
“Dover quantificare il risparmio energetico legato ad ogni singolo investimento era indubbiamente molto complesso, dal punto di vista fiscale; il ritorno all’iperammortamento ha portato con sé una certa conoscenza dello strumento, una conoscenza che dovrebbe rendere il tutto se non semplice, quantomeno alla portata di tutti gli operatori che effettivamente vogliono effettuare investimenti. Le prospettive sono sicuramente positive e anche i dati lo stanno lo stanno dimostrando.”
Questo approccio sembra premiare una visione più ampia del tema dell’efficienza energetica…
“Il tema dell’efficienza energetica non è più un vincolo diretto per poter accedere all’incentivo, ma mantiene il suo ruolo di obiettivo implicito: il quadro in cui si inseriscono gli investimenti è quello della digitalizzazione che prelude necessariamente a un risparmio energetico o un risparmio emissivo.
È un fattore sicuramente positivo perché non impone più il vincolo, di complessa attuazione, di dover calcolare e dimostrare l’efficientamento in maniera aprioristica, ma è comunque un obiettivo della misura.”
E il settore HVAC beneficia di questa misura?
“Sicuramente ne beneficia per due motivi: sono stati inclusi nella lista degli investimenti finanziabili legati all’aspetto digitale anche quelli connessi all’intelligenza artificiale, ma la presenza di refrigerazione e climatizzazione è stata confermata pienamente, anzi, potenziata. È stata costituita infatti una nuova categoria di beni finanziabili nell’Allegato 4: che sostituisce il vecchio allegato A della Legge di bilancio: essa prevede esplicitamente che le tecnologie HVAC che servono per controllare le caratteristiche dell’ambiente dei processi produttivi rientrano pienamente adesso all’interno dei beni incentivati. Quindi, tutti gli investimenti destinati a impostare e mantenere condizioni di temperatura umidità e quant’altro in campi come l’industria farmaceutica, la siderurgica, la lavorazione alimenta-re, sono potenziale oggetto di investimento.”
Si crea un sostanziale circolo virtuoso?
“Un circolo virtuoso estremamente potente perché connette l’acquisto di beni, l’efficienza e la digitalizzazione, facendo quindi la sintesi di tre istanze che non possono più essere considerate separate, ma che viste in questo sistema coeso indirizzano ancor di più l’investimento verso una dimensione integrata. Questa consapevolezza è emersa pienamente nelle nostre interlocuzioni con le istituzioni che hanno mostrato un’apertura verso le rappresentanze industriali.”
In che cosa si è manifestata questa apertura?
“Nel superamento dei precedenti vincoli burocratici che alla fine avevano avuto un effetto controproducente, per esempio: si è trovata una soluzione che permette di avere maggiore facilità di accesso alla misura, ma anche l’eliminazione di un vincolo formale, quello dell’efficientamento, che è stato trasformato in obiettivo nel pieno interesse di chi richiede l’incentivo. Si è pienamente compreso che già le caratteristiche tecnologiche previste dalla misura portano a investimenti che generano un effetto duplice, se non triplice: risparmi energetici, minori emissioni e miglioramento nei processi.”
Ne siete visibilmente soddisfatti, pare di capire…
“Indubbiamente sì: ci aspettiamo che le difficoltà maggiori che abbiamo riscontrato nel passato siano state rimosse, che ci sia un approccio più favorevole alla misura, contando anche sul fatto che il meccanismo con cui è impostata la richiesta dell’incentivo è noto da un punto di vista procedurale. Permangono alcuni adempimenti di carattere formale, essenzialmente documentazione da compilare, forse più onerosa rispetto al passato, ma essa non va a sbilanciare gli effetti positivi che abbiamo appena messo in luce. L’elemento principe di tutto questo, è che l’iperammortamento è una misura conosciuta, si è fondamentalmente tornati nella struttura della misura della prima Industria 4.0. Chiaramente i tempi sono cambiati, ci sono delle novità burocratiche, procedurali, ma l’impalcatura è quella e sono state eliminate le problematiche degli anni precedenti.”
Una situazione felice, in prospettiva
“Si è tornati a guidare una bicicletta in discesa e a non dover fare un corso di downhill estremo, con le complicazioni che si erano generate dal punto di vista proprio tecnico su innovazione 5.0, una soddisfazione reciproca e un percorso positivo davanti a noi, un grande successo di collaborazione a sostegno dell’industria meccanica, che pone Anima tra i più autorevoli interlocutori istituzionali”.
