Sicurezza dei dati personali costantemente in ascolto

Condividi
assistente vocale
«Ho installato in ufficio un assistente vocale e vorrei capire se ci sono problemi per la sicurezza dei dati. È vero che ascolta le conversazioni anche quando non è attivo?», chiede un lettore di Sicurezza.

Risponde Gianluca Pomante, avvocato cassazionista esperto di Data Protection.

I sistemi di assistenza vocale sono dispositivi hardware integrati con un software che trasmette i comandi dell’utente a un server centrale, che ha il compito di elaborarli e trasformarli in istruzioni comprensibili dal dispositivo stesso e da quelli a esso collegati.

Gli assistenti vocali possono essere utilizzati per fare ricerche su Internet e per ottenere informazioni di tipo generico, come le condizioni meteo, la distanza rispetto a un punto da raggiungere, le informazioni turistiche su un luogo da visitare e, più in generale, informazioni comunemente reperibili sul web. Possono essere utilizzati anche per impartire comandi ad altri dispositivi ed è questo, forse, l’aspetto più interessante, perché, attraverso la rete Wi-Fi, sono in grado di interagire con smart TV, personal computer, smartphone e altri dispositivi compatibili.

Dal punto di vista della sicurezza, presentano un problema di non secondaria importanza, perché ogni strumento di assistenza vocale, dall’app installata sullo smartphone fino al device acquistato per la casa o l’ufficio, è costantemente in ascolto (salvo che non venga spento, privandolo dell’alimentazione elettrica), così da individuare le frasi convenzionali che precedono i comandi da eseguire (ehi Siri, ok Google ecc.).

Questo significa che, almeno teoricamente, ogni parola pronunciata nei pressi del dispositivo può essere ascoltata da remoto da chi ha accesso ai server che supportano le applicazioni e perfino registrata, com’è possibile verificare consultando la sezione “privacy” di un qualunque account sul quale sia attivo l’assistente vocale.

Le aziende adottano ovviamente un codice etico e sono tenute a rispettare le norme sulla tutela dei dati personali, ma tali garanzie non sono sufficienti a evitare che l’utente possa essere vittima di un abuso commesso da un dipendente infedele o dall’intervento di un’agenzia governativa, soprattutto per quanto riguarda il traffico di dati verso gli Stati Uniti, che hanno una legislazione interna in palese contrasto con il Reg. UE 679/2016, tanto che la Corte di Giustizia Europea, con la pronuncia Schrems II, ha sostanzialmente annullato l’accordo denominato Privacy Shield.

Sebbene la Commissione Europea sia successivamente intervenuta con la definizione di clausole contrattuali standard per disciplinare tali situazioni, in attesa di un nuovo accordo internazionale è preferibile evitare di installare tali dispositivi nelle stanze in cui è opportuno tutelare l’intimità familiare o nei locali aziendali in cui si discute di argomenti strettamente riservati.

 

Potrebbe interessarti anche: Diffusione online delle immagini: foto aziendale, sì o no?

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

  • n.1 - Febbraio 2026
  • Best Of 2025 n.7 - Dicembre 2025
  • n.6 - Novembre 2025

Ti potrebbero interessare

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.

dichiarazione di conformità

Dichiarazione di conformità

«È realmente necessario rilasciare la dichiarazione di conformità anche per interventi di modesta entità? In molti casi il tempo richiesto per la compilazione della documentazione sembra superare quello impiegato per l’esecuzione del lavoro stesso…», chiede un lettore di Elettro.

Tubazione del gas: rifacimento e riutilizzo