Lettura targhe e raccolta dati tramite telecamera

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Lettura targhe

«Ho notato che il centro commerciale dove faccio spesso acquisti ha installato un sistema di videosorveglianza nel parcheggio che legge automaticamente le targhe delle auto. Quali dati vengono raccolti esattamente e per quanto tempo possono essere conservati?», chiede un lettore di Sicurezza.

I sistemi di videosorveglianza con lettura automatica delle targhe (ANPR – Automatic Number Plate Recognition) raccolgono princi­palmente l’immagine della targa e la sua tra­duzione in formato alfanumerico. A questi dati possono aggiungersi informazioni come l’orario di ingresso e uscita dal parcheggio e, in alcuni casi, l’immagine del veicolo.

Il trattamento di questi dati è lecito se il centro commerciale ha una base giuridica valida ai sensi del GDPR. Le più comuni sono il legitti­mo interesse del titolare del trattamento (per esempio, per la sicurezza dei beni e delle perso­ne, la prevenzione dei furti, la gestione dei flussi veicolari) o l’adempimento di un obbligo legale. È fondamentale che il centro commerciale abbia valutato la necessità e la proporzionalità di tale sistema, bilanciando il proprio interesse con i diritti e le libertà degli interessati.

Per quanto riguarda la conservazione dei dati, il principio generale è che le informazioni devono essere conservate per un periodo non superiore a quello necessario per il raggiungimento delle finalità per le quali sono trattate, di solito 24 ore dalla raccolta.

Il centro commerciale è tenuto a fornire un’in­formativa chiara e visibile, solitamente tramite cartelli, che indichi le generalità del titolare e i suoi recapiti, le finalità del trattamento, i tempi di conservazione e i diritti degli interessati.

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