Visualizzare sulla TV le riprese TVCC

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La tecnologia mette a disposizione diversi sistemi per riprodurre le immagini dell’impianto TVCC su tutti i TV di casa, in modo da implementare comodità e sicurezza per gli utenti. Scopriamo quali sono i pro e i contro di ciascuna opzione.

La quasi totalità dei sistemi di videosorveglianza (sia analogici che digitali IP) si può governare anche da smartphone, tablet e PC grazie alle app e ai software (Windows, Mac ecc.), che permettono non solo di configurare e gestire l’impianto (DVR, NVR ecc.) ma anche di vedere le riprese delle telecamere.

La trasmissione delle riprese live – così come delle registrazioni – è possibile quando l’utente è a casa (cioè “in locale”) o fuori (da remoto): in entrambi i casi, però, la qualità delle immagini (in termini di risoluzione e frame rate dello streaming) e – soprattutto – le loro dimensioni (limitate dal display del device) non permettono di cogliere tutti i dettagli. Inoltre, le immagini in streaming arrivano con qualche secondo di ritardo ed è necessario avere sempre sottomano lo smartphone o il tablet, aprire l’app e attendere la connessione al DVR/NVR.

Utilizzando altre soluzioni – un po’ più limitate ma con tanti altri vantaggi interessanti – è possibile vedere le riprese delle telecamere anche sulla TV da 32, 50 o 60’’ del salotto o della camera da letto oppure, sfruttando la distribuzione centralizzata dei segnali audio/video, in tutta la casa. I sistemi in questione garantiscono la massima qualità possibile (fino al limite del Full HD o dell’Ultra HD 4K) delle immagini, valorizzano al meglio i grandi schermi di TV, monitor e videoproiettori, viaggiano sul cavo HDMI, via RF, su rete IP e non subiscono alcun ritardo video (a eccezione dello streaming).

Soluzioni “full digital” per la trasmissione audio/video

Portare in una o più stanze di casa (ma anche di uffici e negozi) le immagini catturate dalle telecamere e gestite da DVR/NVR, su schermi tv di grandi dimensioni e con la migliore qualità video possibile, è senza dubbio un grande vantaggio che, tra l’altro, non sostituisce ma affianca lo streaming su app e browser così da accontentare tutti.

La distribuzione dei segnali audio/video di DVR/NVR, così come quella dei programmi televisivi generati da decoder o box Android TV (Sky, tivùsat ecc.), è possibile in tutte le case, anche quelle più grandi e disposte su più piani, ma non tutte le soluzioni si rivelano ottimali: l’importante è scegliere quella più adatta alle necessità del cliente e alla sua abitazione.

In questo articolo vengono analizzate cinque soluzioni digitali (no trasmettitori RF senza fili analogici), che permettono di mantenere la stessa risoluzione video in uscita da DVR/NVR, ovvero SD (480p/576p), HD (720p) e Full HD (1080p).

Modulatori DVB-T HD

I modulatori digitali DVB-T HD permettono di centralizzare il segnale audio/video della porta HDMI presente su DVR/NVR e metterlo a disposizione in tutte le stanze dov’è presente una presa antenna TV.

I modulatori DVB-T HD rappresentano
una soluzione performante per vedere le riprese delle telecamere su tutti i TV di casa, anche in Full HD su un canale DVB-T MPEG-4 personalizzato

Si tratta di una soluzione performante in termini di costo, prestazioni e praticità: utilizzando un modulatore DVB-T HD – oggi disponibile a prezzi abbordabili (si parte da meno di 100 euro) anche su Amazon ed eBay – è possibile digitalizzare in formato DVB-T MPEG-4 AVC i segnali HDMI in uscita da DVR/NVR, modularli su un canale DVB-T a piacimento (per esempio, 10 in banda VHF o 60 nella banda UHF non più utilizzata dai canali televisivi) e creare così un canale DTT personalizzato (con nome e posizione a scelta, tipo Videosorveglianza sul canale 500).

Il canale si riceve con qualsiasi TV e decoder esterno di tipo HD, Full HD e Ultra HD con sintonizzatore DVB-T/T2 MPEG-4/HEVC, mentre non è compatibile con i vecchi sintonizzatori, che supportano solamente lo standard MPEG-2.

Alcuni modulatori sono dotati di due o più ingressi HDMI, così da poter distribuire a tutte le prese antenna TV non solo le immagini delle telecamere di videosorveglianza ma anche altre sorgenti (decoder Sky Q o tivùsat, chiavetta Fire TV Stick, box Android TV ecc.); su alcuni modelli è presente anche un ripetitore di telecomando per gestire le funzioni della sorgente anche da remoto (impostazioni DVR/NVR, modalità mosaico o singola immagine full-screen, visione registrazioni ecc.).

Indicazioni utili

Il punto critico di questa soluzione è l’abbinamento all’impianto d’antenna terrestre esistente, ovvero la necessità di scegliere la modalità di collegamento in base alla conformazione dell’impianto – anche allo scopo di ridurre al minimo gli interventi di modifica da parte di elettricisti o antennisti. Si può scegliere uno degli ingressi antenna non utilizzati nel centralino TV (per esempio, Banda III o UHF V) oppure collegare il modulatore all’ingresso del partitore (in casa) deputato a suddividere il segnale proveniente dal centralino TV (che viene miscelato con quello del modulatore) in tanti segnali per le prese TV delle stanze.

Per raggiungere il centralino TV o il partitore si può usare un cavo mini-coassiale inserito in un corrugato sottotraccia preesistente oppure in una nuova canalina. Qualora l’infilaggio di un nuovo cavo dovesse risultare difficoltoso o addirittura impossibile, si può sfruttare la discesa coassiale di un impianto satellitare già esistente: basta utilizzare il cavo “al contrario”, ovvero miscelare (con un mix DTT+SAT) il segnale RF del modulatore installato nell’appartamento e successivamente demiscelarlo (demix) nel sottotetto.

È sconsigliato “iniettare” il segnale RF modulato direttamente sulla rete coassiale domestica (per esempio in una presa TV inutilizzata) perché l’attenuazione e i filtri di partitori, derivatori e prese lungo il percorso possono rendere difficoltosa o addirittura impossibile la visione del canale DTT modulato.

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Opzioni di collegamento del modulatore DVB-T HD all’impianto DTT: lo SCHEMA 1 raffigura il collegamento del modulatore al centralino TV tramite cavo coassiale, mentre lo SCHEMA 2 prevede il collegamento del modulatore (sempre tramite cavo coassiale) all’ingresso del partitore deputato a suddividere il segnale del centralino TV nei segnali per le prese TV delle stanze

Modulatori HDMI su rete IP

I modulatori IP trasformano i segnali HDMI in flussi IP per la visione su smartphone, tablet, PC e Smart TV

Ai modulatori DVB-T HD si affiancano nuovi strumenti per la distribuzione audio/video digitale, che lavorano sulle reti IP invece che sui cavi coassiali antenna. Disponibili da poco tempo anche in ambito consumer, i modulatori HDMI IP (IPTV Encoder) permettono di trasformare i segnali AV HDMI in un flusso IP accessibile da smartphone, tablet, PC e Smart TV tramite app e browser (Chrome, Edge, Firefox ecc.).

Anche se la visione live streaming è già possibile tramite le app supportate da DVR e NVR, questi modulatori offrono un maggior livello di personalizzazione: l’utente può infatti scegliere quali schermate trasmettere in streaming (mosaico, una sola telecamera ecc.) in locale o da remoto (così come accade con i modulatori DVB-T HD), senza doversi appoggiare al cloud del DVR/NVR.

Trasmettitori AV HDMI wireless

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Gli HDMI Sender wireless supportano i segnali video Full HD, possono essere spostati all’occorrenza, ma hanno una portata limitata a poche decine di metri

Un’altra soluzione interessante per trasmettere i segnali HDMI ai televisori di casa è rappresentata dagli AV Sender HD, che utilizzano le frequenze in banda 5 GHz (wireless), tecnologie standard (come WHDI) oppure proprietarie per trasferire i segnali audio e video (anche Full HD 1080p) fino a 100-200 metri di distanza in assenza di ostacoli e disturbi.

Vengono sempre forniti in coppia (trasmettitore e ricevitore) e spesso integrano un ripetitore IR (per gestire da remoto la sorgente con il suo telecomando originale), nonché tecnologie di sicurezza e anti-interferenza per evitare intercettazioni (fondamentali per un sistema di sicurezza come l’impianto di videosorveglianza) e preservare la qualità audio/video originale.

Spesso l’unità trasmittente è dotata di una seconda porta HDMI utilizzata per il passaggio “in cascata” dei segnali AV dal DVR/NVR al TV, così da mantenere il collegamento via cavo preesistente e il controllo locale del sistema di videosorveglianza. Alcuni modelli possono gestire anche due o più sorgenti (per esempio, il DVR/NVR e il decoder Sky o tivùsat), così da permettere alternativamente sia la visione delle telecamere sia quella dei canali satellitari sul TV remoto.

Punti di forza e limiti 

I trasmettitori HDMI Sender wireless risolvono solo uno dei limiti dei vecchi AV Sender analogici (ovvero la scarsa qualità video) mentre lasciano spesso insolute tutte le altre questioni (collegamento punto-punto a meno di acquistare ulteriori moduli riceventi, copertura influenzata da muri, pavimenti e altre apparecchiature che operano sulla stessa frequenza ecc.).

Un altro limite è il prezzo, che nei modelli più performanti può tranquillamente superare la quota di 300-400 euro (il doppio o il triplo di un modulatore DVB-T HD). Il loro vantaggio principale è la portabilità: possono essere spostati a piacimento dove servono in un determinato momento.

Extender HDMI su cavi elettrici e LAN

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Gli extender HDMI via LAN o PLC (onde convogliate) non temono le interferenze RF, supportano il video Full HD e coprono distanze fino a 300 metri senza bisogno di cablaggi aggiuntivi

Gli extender HDMI servono a creare un collegamento audio/video digitale utilizzando i cavi elettrici oppure di rete (LAN Cat. x). Semplici e veloci da installare, hanno prezzi abbordabili (dai 50 euro in su), non richiedono particolari configurazioni e garantiscono non solo la qualità video HD, ma soprattutto una maggiore portata rispetto ai sistemi wireless. L’unico limite è rappresentato dal collegamento punto-punto, eventualmente espandibile (punto-multipunto) acquistando ulteriori moduli riceventi.

La copertura degli adattatori HDMI-Ethernet su cavo Cat. 5e/6e può arrivare a oltre 50 metri, mentre gli adattatori con tecnologia PLC (le famose “onde convogliate” utilizzate in passato dagli impianti interfonici e ora anche dagli extender LAN) possono spingersi fino a 300 metri. Queste distanze non vanno calcolate in linea d’aria come nelle soluzioni wireless, ma in base al percorso del corrugato sottotraccia o della canalina esterna che ospita il cavo elettrico o Cat. x.

È bene sottolineare, inoltre, che i dispositivi con tecnologia PLC funzionano solo quando si trovano sotto lo stesso contatore e vengono collegati alle prese a muro (no derivazioni o ciabatte multiprese).

Splitter HDMI con cavi passivi o attivi

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Lo splitter HDMI collegato all’uscita di DVR/NVR permette di trasportare i segnali audio/video delle telecamere di videosorveglianza su 2, 3 o più televisori utilizzando cavi HDMI standard “passivi” oppure amplificati

L’ultima soluzione impiega un semplice splitter HDMI (che moltiplica le porte HDMI, per esempio da 1 ingresso a 3-4 o più uscite) e i tradizionali cavi HDMI.

È sufficiente collegare l’ingresso dello splitter al DVR/NVR (presa HDMI) e le uscite ad altrettanti cavi HDMI destinati ai TV in salotto, camera da letto, cucina ecc. I circuiti di amplificazione presenti nello splitter preservano la qualità audio/video anche su lunghe distanze e per tutti i TV collegati, supportano le eventuali protezioni HDCP (se si utilizzano come sorgenti le chiavette Fire TV Stick o i decoder Sky/tivùsat) e, se necessario, anche la gestione intelligente dell’uscita HDMI (attiva solo con TV collegato e acceso).

Indicazioni utili

Se la distanza da coprire non supera i 10 metri, si possono utilizzare cavi HDMI di alta qualità (bollino High Speed) da inserire nelle canaline esterne. Se il cablaggio avviene nei corrugati sottotraccia, è fondamentale scegliere cavi su misura con guscio removibile o connettore HDMI a saldare o crimpare per facilitare l’infilaggio. Infine, quando la distanza supera i 10 metri, è meglio puntare sui cavi HDMI amplificati, adatti anche per tratte di 40-60 metri, oppure sui transceiver in fibra ottica (100 metri).

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