Impianti gas, quali abilitazioni secondo il D.M. 37:2008?

Condividi

“Intervenendo su impianti per la distribuzione e l’impiego di gas di qualsiasi tipo, quali sono i lavori che devono essere eseguiti solamente da chi è abilitato dal Decreto Ministeriale n. 37 del 2008?”

Il D.M. è chiaro. All’art. 1 Ambito di applicazione si definisce impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso” e si precisa specificatamente al successivo art. 2 Definizioni relative agli impianti comma 1. lettera g) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas: “l’insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei loro accessori, dal punto di consegna del gas, anche in forma liquida, fino agli apparecchi utilizzatori, l’installazione ed i collegamenti dei medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche per l’aerazione e la ventilazione dei locali in cui deve essere installato l’impianto, le predisposizioni edili e meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione”.

Pertanto il D.M. 37:2008 per tali impianti considera solamente quanto è eseguito “dal punto di consegna” e quindi il possesso dell’abilitazione alla lettera e) è obbligatoria solamente per tutto quanto si esegue dopo il punto di consegna.

Tutto quanto esiste a monte del punto di consegna è sotto la responsabilità degli enti o delle società e saranno queste che, se commissionano dei lavori, dovranno accertarsi e rispondere della qualifica dell’operatore, cosa che normalmente è richiesta nel contratto di appalto delle opere da eseguire.

Alle ditte che partecipano a tali lavori solitamente viene richiesta certificazione SOA per la categoria generale OG 11 e per le categorie specializzate OS 3 e OS 11 a seconda della tipologia dell’impianto. Per tali lavori, ovviamente, non si dovrà rilasciare la Dichiarazione di Conformità.

Per questo motivo, ad esempio, i Vigili del Fuoco hanno predisposto dei loro appositi stampati Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto” (non ricadente nel campo di applicazione del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37) da allegare alla richiesta del Certificato Prevenzione Incendi.

L'angolo normativo
Se avete qualche dubbio tecnico, impiantistico o normativo, spedite i vostri quesiti all’indirizzo e-mail: gt@tecnichenuove.com.

 

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?», chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere

«In cantiere utilizziamo una gru alimentata tramite una presa protetta da un interruttore differenziale da 30 mA, che però interviene continuamente. Il mio ruolo è quello di responsabile tecnico per la parte elettrica, i colleghi, non essendo elettricisti, “risolvono” il problema bypassando l’interruttore, creando quindi una situazione decisamente pericolosa.

Vorrei sostituire il differenziale con uno da 300 mA, che da alcune prove non risulta intervenire. Ma nella Norma CEI 64-8 leggo che nei cantieri “[…] le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, entrambi con corrente nominale fino a 32 A, devono essere protetti da dispositivi differenziali con corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”. Cos’altro potrei fare?», chiede un lettore di Elettro.

telecamere

Telecamere nel giardino privato

«Per ragioni di sicurezza ho deciso di installare un sistema di videosorveglianza nel giardino della mia villetta. Oltre alla mia famiglia, la casa è frequentata abitualmente da amici, parenti, una collaboratrice domestica regolarmente assunta e un giardiniere esterno a partita Iva. Quali sono le regole che devo rispettare per non violare la riservatezza di tutte queste persone?» chiede un lettore di Sicurezza.