Impianti geotermici: serve più tempo per l’accesso agli incentivi

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Le Regioni chiedono più tempo per accedere agli incentivi relativi agli impianti geotermici. A causa della burocrazia e i relativi termini previsti attualmente, infatti, gli operatori rischiano di perdere i bonus mentre completano le procedure di autorizzazione. La richiesta del delay tempistico è condizione per il via libera alla bozza di decreto con cui il Ministero dell’Ambiente regola l’accesso agli aiuti in tema di rinnovabili, e che comprende le modalità con cui si va a verificare l’idoneità degli impianti geotermici all’ottenimento degli incentivi. 

Facciamo un passo indietro: gli impianti geotermici che utilizzano tecnologie avanzate sono stati quantificati dall’articolo 27 del DM 6 luglio 2012 e  con il DM 23 giugno 2016 sono state stabilite le modalità di incentivazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Tale decreto stabilisce che gli impianti geotermoelettrici devono entrare in funzione entro 51 mesi decorrenti dalla data della comunicazione di esito positivo della procedura. Ogni mese di ritardo, per un massimo di sei, produrrà una decurtazione della tariffa incentivante di riferimento dello 0,5%, dopodichè l’impianto non può più avere l’accesso ai benefici.

Le Regioni considerano tale termine troppo breve perchè per le procedure di autorizzazione sono necessari spesso tempi più lunghi. Così, per evitare la perdita del diritto all’incentivo è stata chiesta l’aggiunta del periodo intercorrente tra la pubblicazione della graduatoria fino alla data di efficacia del titolo autorizzativo finale.

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