Ma è vero che… la canapa è preferibile al teflon negli impianti idraulici?

Condividi

Stabilire quale procedura da adottare sia migliore rispetto a un’altra per guarnire una tubazione filettata è molto difficile in quanto ci sono diverse scuole di pensiero determinate dall’esperienza e dal tipo di formazione tecnica ricevuta.

Invece di esprimere delle preferenze, vorremmo soffermarci sulle differenze tecniche basate sull’impiego che bisogna farne. Il teflon e la canapa svolgono lo stesso lavoro, il loro compito è quello di impedire all’acqua in pressione all’interno di un tubo di fuoriuscire dalla filettatura di un raccordo. Il teflon rispetto alla canapa permette di conseguire dei tempi di lavorazione più rapidi permettendo alla tubatura di essere messa subito in “funzione”, l’aspetto estetico è più gradevole per una minore visibilità della sigillatura. Il teflon si presta ad essere impiegato anche da chi non maneggia spesso tubi e attrezzature da lavoro: questo nastro di colore bianco molto sottile deve essere avvolto attorno alla filettatura del tubo nel verso opposto partendo dal basso, anche se qualcuno adotta altre procedure di posa in opera con medesimi risultati.

In commercio sono presenti diverse tipologie di teflon, la scelta del prodotto più performante rispetto ad un altro è molto importante in fase d’acquisto: un risparmio economico potrebbe causare problemi legati alla tenuta di filetti/valvole e generare disagi e danni all’utenza. La canapa per idraulica e la pasta verde sono ancora molto adoperati da chi esegue riparazioni idrauliche o impianti di nuova posa, la manualità dell’utilizzo però necessitano di una maggiore esperienza, molti idraulici o tubisti disdegnano l’utilizzo del teflon indicandolo come strumento per il fai da te. La canapa permette una tenuta sul filetto che può essere verificata tramite l’avvitamento sullo stesso.

Edicola web

  • n.2 - Febbraio 2026
  • n.1 - Gennaio 2026
  • n.11 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

Ma è vero che… il Controllore Centrale di Impianto è obbligatorio non solamente per i nuovi impianti?

Con le nuove delibere Arera 385/2025 e 564/2025, il controllore centrale di impianto, in breve CCI, è diventato obbligatorio per gli impianti nuovi ed esistenti di produzione di energia elettrica in media tensione con potenza pari o superiore a 100 KW.