L’impianto elettrico utilizzatore e la tensione nominale

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di Daniele Pennati

La Norma CEI 64-8 si applica agli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione per i circuiti alimentati a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua ai fini di realizzare un impianto elettrico secondo la regola dell’arte come richiesto dalla legge 186 del 1968 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici”.

È pertanto importante sapere cosa si intende per impianto elettrico utilizzatore e quali impianti la Norma CEI 64-8 si applica oppure no. Per impianto elettrico utilizzatore si intende i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di manovra, sezionamento, interruzione, protezione. Fanno parte dell’impianto elettrico tutti i componenti elettrici non alimentati tramite prese a spina, inclusi gli apparecchi utilizzatori fissi alimentati tramite prese a spina destinate unicamente alla loro alimentazione. La CEI 64-8 si applica agli impianti elettrici utilizzatori relativi alle seguenti strutture:

edifici a destinazione residenziale;

edifici e strutture destinati ad uso commerciale;

edifici e strutture destinati a ricevere il pubblico;

edifici e strutture destinati ad uso industriale;

edifici e strutture destinati ad uso agricolo e zootecnico;

caravan (roulotte), campeggi e luoghi simili;

cantieri, mostre, fiere e altre strutture temporanee;

darsene;

illuminazione esterna (in parallelo);

sistemi fotovoltaici e altri sistemi di generazione in bassa tensione;

locali ad uso medico;

unità mobili o trasportabili;

gruppi generatori di bassa tensione;

impianti di alimentazione e di distribuzione degli impianti elettrici nei laboratori elettrici e nelle sale di prova elettriche.

L’origine dell’impianto elettrico utilizzatore è il punto di consegna dell’energia elettrica. Se l’energia viene autoprodotta l’origine dell’impianto elettrico utilizzatore coincide con i morsetti del generatore o del trasformatore, se presente. Gli impianti elettrici utilizzatori degli edifici residenziali e quelli che richiedono potenze di valore simile sono alimentati direttamente dalle imprese di distribuzione pubblica in accordo con quanto specificato nella CEI 0-21 e quindi con un sistema elettrico di tipo TT. Se la fornitura di energia elettrica è realizzata da un’impresa distributrice nelle reti BT la tensione nominale Un vale: 230 V per le forniture monofase; 400 V per le forniture trifase.

Dove NON si applica la 64-8

equipaggiamenti per trazione elettrica;

equipaggiamenti elettrici di autoveicoli;

equipaggiamenti elettrici a bordo di navi;

equipaggiamenti elettrici di aeromobili;

impianti elettrici di illuminazione pubblica situati all’esterno con alimentazione in serie;

impianti elettrici in miniere;

apparecchi per la soppressione di radio interferenze, tranne per quanto riguarda la sicurezza dell’impianto;

recinzioni elettriche;

protezione degli edifici contro i fulmini;

agli impianti per la distribuzione pubblica dell’energia elettrica;

agli impianti di produzione e trasmissione di energia per tali impianti;

alle parti specifiche degli impianti ausiliari ad esclusivo servizio degli impianti di produzione, trasmissione e distribuzione pubblica dell’energia elettrica;

impianti degli equipaggiamenti elettrici ed elettronici di macchine industriali.

Le caratteristiche della tensione di fornitura (ovvero al punto di connessione dell’utenza denominato Point of Delivery, POD) sono definite e descritte dalla Norma CEI EN 50160. In particolare, circa l’ampiezza della tensione, sono in genere ammesse variazioni entro il campo +/-10 % secondo i limiti temporali e le specifiche di misura fornite nella stessa Norma CEI EN 50160. Con la  legge del 24 marzo 2012, n. 28 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale) è stata abrogata la legge dell’ 8 marzo 1949, n. 105 che stabiliva i valori di 230/380 V (rispettivamente tensioni di fase e tensioni concatenate) per i circuiti trifasi.

Il decreto

Dalla data di entrata in vigore del D.L. sopra citato la tensione nominale dei sistemi elettrici  di distribuzione in bassa tensione fa riferimento alla Norma CEI 8-6:1998-04, emanata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) in forza della legge 1° marzo 1968, n. 186 e che rimane applicabile fino al 05-09-2014. La CEI 8-6 viene sostituita dalla Norma CEI EN 60038 – Tensioni normalizzate CENELEC – pubblicata nell’agosto del 2012. La tensione nominale dei sistemi elettrici di distribuzione trifasi è ora 230/400 V. Scompare pertanto i valori 220/380 V.

Distinguere le “tensioni”

È bene distinguere tra tensione nominale del sistema di distribuzione e la tensione di alimentazione. La tensione nominale del sistema di distribuzione è il valore idoneo approssimato della tensione, utilizzato per designare o identificare un sistema. La tensione di alimentazione è la tensione tra le fasi o tra fase e neutro presente ai morsetti di alimentazione. Per quello che concerne la gamma di tensioni di alimentazione, nelle normali condizioni di servizio, la tensione di alimentazione non dovrebbe discostarsi dalla tensione nominale del sistema di oltre il +/-10 %.

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