Ristrutturazioni: cappotto termico e normativa dell’impianto del gas

cappotto termicoLa Corte d’Appello di Milano si è trovata di recente a dover statuire su una questione attinente ai lavori inerenti al super bonus del 110% per il rifacimento del cappotto termico.

Nello specifico, nel caso in questione, si verte in materia di rifacimento della facciata e coibentazione del cappotto termico approvata dal condominio. Sull’edificio in oggetto si era già svolto un intervento similare, ed il ricorrente, condomino del palazzo, si doleva del fatto che il cappotto, in violazione della normativa, avrebbe occultato le tubature dell’impianto di gas già presenti, che già erano prive di una dichiarazione di conformità (perché all’epoca di costruzione negli anni 80, non era obbligatorio.)

Cappotto termico e tubature: la sentenza della Corte d’appello

La Corte d’appello ha respinto l’appello rilevando che, non essendo obbligatoria l’attestazione di conformità all’epoca della costruzione, in quanto precedente alla legge n. 46 del 1990, non è sorto alcun obbligo di certificazione di conformità e nemmeno di adeguamento degli impianti alla normativa esistente.

Di conseguenza, la normativa tecnica specifica non trova applicazione, in quanto, non essendo stato modificato, l’impianto continua a rispondere alla normativa dell’epoca della realizzazione. Dunque, il cappotto termico può tranquillamente coprire le tubature senza che ciò sia da considerarsi illegittimo o lesivo di alcuna normativa di settore. (Sentenza n. 609/2022 della Corte di Appello di Milano, sez. IV civile)

Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche: Cappotto termico: è da considerarsi innovazione voluttuaria?

Ti potrebbero interessare

rischio elettrico

Rischio elettrico e responsabilità datoriale

La sentenza della Cassazione ribadisce i limiti dell’abnormità in materia di prevenzione antinfortunistica.

L’importanza di definire le responsabilità del distributore

Con l’ordinanza n. 34762 del 28 dicembre 2024, la Corte di Cassazione è intervenuta nel contenzioso tra un utente e i soggetti erogatori di energia elettrica riguardo la responsabilità del distributore per un contatore guasto e le relative conseguenze civili.

Quando la delibera è valida anche senza relazione tecnica?

Nel caso in esame, un condomino impugnava dinanzi all’autorità competente una delibera assembleare con la quale il condominio aveva ritenuto non necessaria, alla luce della normativa vigente, la redazione di una diagnosi energetica né la determinazione del criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento secondo la disciplina specifica di settore.

Sostituzione della colonna di scarico e ripartizione delle spese

Nel caso in esame, una condomina ha impugnato una delibera assembleare contestando la ripartizione delle spese sostenute per la sostituzione di una conduttura di scarico delle acque nere, poiché suddivise in parti uguali tra i condomini interessati anziché in base ai millesimi di proprietà.