TED Group e Noi Network: l’integrazione possibile

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TED Group e Noi Network puntano sulle nuove generazioni per rinnovare il dialogo tra estetica e tecnicismo, con soluzioni moderne ed evolute nei settori dell’arredo-bagno, efficienza energetica e trattamento acque: da qui nasce il concorso Elite Bathroom GreenTech.

TED Group e Noi Network hanno avviato una collaborazione con la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze per promuovere l’innovazione nel settore dell’arredo-bagno e dell’efficienza energetica. Il cuore dell’iniziativa è il concorso Elite Bathroom GreenTech, che fino al prossimo ottobre inviterà giovani talenti under 39 a progettare soluzioni moderne ispirate a modelli internazionali di design e sostenibilità.

Attraverso questa sinergia, come spiega Michele Caterino, amministratore delegato di TED Group, «superiamo la logica della vendita tradizionale, puntando su formazione consulenziale e relazioni durature tra distributori e professionisti». L’integrazione tra le reti distributive di TED Group e Noi Network ha rafforzato la competitività del gruppo, favorendo una visione che trasforma lo showroom in un laboratorio dinamico, in cui creatività ed esperienza tecnica dialogano.

Qual è l’obiettivo della collaborazione che TED Group e Noi Network hanno intrapreso con la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze (LABA)?

Michele Caterino, amministratore delegato di TED Group

«Il payoff di TED Group è “anticipare i trend”: un impegno a erogare servizi che permettano ai nostri soci di dare ampiezza e valore al proprio business. Facendo leva sull’esperienza di contest passati, come Talent House, con l’architetto Silvia Lugari abbiamo concepito Elite Bathroom GreenTech come un’occasione strategica per connettere distributori, architetti e progettisti termotecnici.

L’iniziativa si sviluppa su tre pilastri: efficienza energetica, arredo-bagno e trattamento acque. La collaborazione con LABA coinvolge gli studenti nella progettazione di un bagno pubblico ispirato ai “Tokyo Toilet” celebrati da Wim Wenders nel film “Perfect Days”. Questo trova un parallelo storico a Pisa: in piazza XX Settembre sorgeva infatti l’albergo diurno Cobianchi che, come i tuttora presenti bagni delle Logge di Banchi, offriva ai viaggiatori e a quanti non avessero il bagno in casa dei servizi essenziali legati all’igiene e al benessere».

Tornando al concorso, il focus è sugli under 39, nell’ottica di iniettare nuove energie nel settore. Ma le difficoltà a coinvolgere i giovani sono oggi comuni in tutta la filiera. Il contest rappresenta quindi la formula giusta per attrarli?

«Ogni attore della nostra filiera, dai distributori ai professionisti, opera come una realtà orientata a risultati concreti. L’analisi dei dati aggregati sui contest precedenti, che ho organizzato per altre realtà consortili, ne conferma la validità: i partner hanno registrato incrementi di fatturato del 18%, con marginalità superiori al 4%. Per i giovani talenti, l’iniziativa apre opportunità reali di integrazione tecnica tra interior design, efficienza energetica e trattamento acque. Il nostro obiettivo è trasmettere che dietro ogni ambientazione di pregio deve risiedere un’impiantistica d’avanguardia, capace di garantire sicurezza e sostenibilità attraverso l’adozione di tecnologie costantemente al passo con i tempi».

Questa è stata anche la premessa del progetto TED Group: superare i confini tra le diverse espressioni del settore per offrire al mercato una soluzione.

«Assolutamente sì. Nel concepire il concorso, abbiamo parallelamente strutturato un’offerta di formazione consulenziale presso i nostri showroom, avvalendoci della collaborazione di Veronica Verona e de L’Accademia dello Showroom. Il rapporto con il progettista richiede infatti competenze specifiche e un approccio dedicato. La nostra esperienza al fianco di architetti di rilievo nazionale ci ha permesso di comprendere a fondo come interpretare un’idea progettuale per tradurla in soluzioni tecniche concrete.

Si tratta di un cambio di paradigma rispetto alla logica tradizionale della vendita dei singoli componenti. Un docente di LABA mi fece notare quanto design risieda in un semplice sistema lavapavimenti: applicando questo medesimo principio alla stanza da bagno, emerge chiaramente la complessità di un ambiente dove estetica e tecnicismo devono convergere armoniosamente sotto un’unica visione progettuale».

Un altro aspetto da considerare è che la domanda sarà sempre più trainata dalle esigenze di una popolazione sempre più matura: per molti, la prossima ristrutturazione del bagno sarà improntata a criteri di funzionalità ma anche accessibilità e sicurezza.

«Ritengo che ci sia tuttora poca consapevolezza. Il comparto resta focalizzato sulla componente impiantistica, rivolta principalmente all’installatore, a fronte di un mercato dell’arredo-bagno che in Italia vale circa 4,2 miliardi e che offre un potenziale vastissimo. Mentre diverse realtà storiche della distribuzione considerano lo showroom come una semplice estensione del banco tecnico, l’evoluzione necessaria è intenderlo come un canale autonomo. Questo richiede logiche distinte, capaci di interpretare le esigenze tecniche dell’artigiano e, contemporaneamente, tradurre le richieste di accessibilità e benessere del cliente finale in soluzioni pratiche e innovative».

Questo è un passaggio-chiave. Le idee al centro, le soluzioni sono una loro diretta conseguenza.

«Esatto. A questo proposito, vorrei citare un esempio che ha profondamente emozionato la giuria in un precedente contest: una studentessa ha integrato un’iscrizione in braille sulla maniglia del rubinetto con l’augurio “Buona giornata”. Tali attenzioni, nate forse da sensibilità personali, inducono a una riflessione: dimostrano che il bagno non è più solo un locale di servizio, ma un ambiente evoluto, inclusivo e pienamente votato al benessere».

Questi concorsi le hanno permesso di monitorare la nuova generazione per oltre 10 anni. Quanti sono riusciti a dare continuità alla propria attività nel settore e alle relazioni con la distribuzione, diventando così interlocutori stabili per la filiera?

«Iniziative di respiro nazionale come questa nascono per connettere stabilmente la distribuzione e gli showroom ai professionisti. Nonostante l’evoluzione tecnologica e comunicativa degli ultimi dodici anni, le relazioni nate dai contest si sono consolidate nel tempo, alimentate dai servizi dei nostri partner e da un confronto costante volto a generare valore condiviso. Questo percorso ha permesso di trasformare i giovani talenti in interlocutori affidabili, capaci di integrare creatività e competenze tecniche all’interno della nostra filiera».

Nel concepire il concorso, TED Group e Noi Network hanno parallelamente strutturato un’offerta di formazione consulenziale presso gli showroom partner, avvalendosi della collaborazione di Veronica Verona e de L’Accademia dello Showroom

Si può quindi dire che queste iniziative hanno contribuito a introdurre forze fresche nel comparto?

«Promuovere un concorso non garantisce automaticamente l’adesione dei professionisti. Tuttavia, al di là del momento celebrativo, queste attività hanno generato un seguito concreto attraverso viaggi formativi, tavoli di confronto e community dedicate. Il reale successo si manifesta quando un architetto, un interior designer o un ingegnere ci interpella per una consulenza tecnica durante la stesura di un capitolato: è in quel momento che vediamo coronato il nostro impegno.

È stato un meticoloso lavoro di semina, un investimento relazionale di lungo respiro spesso esposto a scetticismo in un settore che insegue solitamente ritorni immediati. Il dialogo con il mondo del progetto richiede orizzonti temporali distesi e dinamiche differenti rispetto a quelle della distribuzione tradizionale, ma i risultati ottenuti confermano la validità della nostra visione e la necessità di proseguire con determinazione su questa strada».

TED Group si è fusa con Noi Network. Qual è l’idea che vi ha spinti a unire le forze?

Luca Putignano è amministratore delegato di Noi Network, con cui TED Group ha unito le forze per offrire ai soci di entrambi le compagini servizi d’eccellenza

«L’esigenza di erogare servizi d’eccellenza ci ha spinti a unire le forze. Insieme a Luca Putignano, amministratore delegato di Noi Network, abbiamo ripartito tra i nostri soci lo sviluppo delle diverse categorie merceologiche; personalmente, coordino la gestione e l’implementazione del settore arredo-bagno.

Tale sinergia ha richiesto un’evoluzione del semplice accordo commerciale in un percorso integrato di formazione consulenziale, sviluppato con il nostro partner storico L’Accademia dello Showroom. La logica è connettere i professionisti di oggi e di domani, inclusi gli studenti, alla cultura dell’arredo-bagno, valorizzando i nostri showroom come spazi d’incontro privilegiati tra ricerca estetica e alta tecnicità».

A quasi cinque anni dalla nascita di TED Group, pensa di avere dato forma concreta alla sua visione o ci sono ancora dei versanti su cui lavorare?

«La fisionomia della distribuzione idrotermosanitaria è profondamente mutata e i grandi player hanno consolidato ulteriormente la propria posizione. Per noi, che rappresentiamo la realtà medio-piccola, è necessario strutturarci puntando su elementi distintivi. La fusione con Noi Network ne è l’esempio tangibile, che ha generato sinergie preziose per i soci di entrambe le compagini.

Non intendiamo fermarci: siamo aperti a nuove collaborazioni per chiunque ricerchi un modello di sviluppo innovativo. Grazie all’adesione al consorzio europeo IGH, siamo oggi il primo gruppo italiano a esportare con successo il format del gruppo d’acquisto, con una rete di partner già attiva in Spagna, Portogallo e Bosnia. Questa proiezione internazionale potenzia la nostra capacità di offrire servizi locali d’avanguardia: l’evoluzione degli showroom, il concorso e la formazione d’eccellenza resteranno i pilastri inscindibili della nostra crescita futura».

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