Dall’UE una spinta alla diffusione delle colonnine di ricarica

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infrastrutture di ricarica
Immagine di freepik

La Commissione europea propone iter autorizzativi più snelli per le infrastrutture di ricarica grazie allo European Grids Package. Motus-E così commenta: «Il recepimento in Italia sarà fondamentale, ma da solo non basta».

Motus-E ha accolto con favore le proposte dello European Grids Package volte anche a snellire gli iter autorizzativi per le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici.

«Pur in assenza di impegni finanziari concreti, il Pacchetto reti legato alle infrastrutture di ricarica presentato dalla Commissione Ue prevede una serie di disposizioni molto utili per la diffusione delle infrastrutture di ricarica nell’Unione», commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, auspicando che con l’approvazione definitiva e il recepimento della normativa aggiornata si possa finalmente superare uno dei principali ostacoli osservato in Italia per lo sviluppo del settore.

Gli interventi illustrati a Bruxelles lo scorso dicembre mirano a semplificare e velocizzare le procedure di autorizzazione e connessione alla rete delle stazioni di ricarica, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi di attivazione delle infrastrutture a beneficio dei cittadini.

In particolare, la proposta prevede un significativo contenimento degli ostacoli amministrativi per le connessioni sotto i 100 kW di potenza, mentre è consentito un procedimento di massimo 6 mesi per ottenere il via libera alle connessioni con potenze superiori. Inoltre, fino al raggiungimento degli obiettivi europei sulla neutralità climatica, le colonnine di ricarica dovranno essere annoverate tra le infrastrutture di interesse pubblico prevalente.

«Velocizzazione e digitalizzazione degli iter autorizzativi incontrano una delle priorità segnalate per il nostro Paese da Motus-E anche nel recente Manifesto della Ricarica», ricorda Pressi, «insieme alla necessità di ridurre i costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori, di garantire la copertura totale delle reti autostradali, di estendere la durata delle concessioni e di assicurare una centralizzazione nazionale per la pianificazione di questa infrastruttura. L’approvazione e il pieno recepimento in Italia del Pacchetto Ue rappresenterà un importante passo nella giusta direzione, ma c’è ancora molto da fare».

Più cauto, infine, il giudizio del presidente di Motus-E sugli indirizzi di Bruxelles per le infrastrutture di ricarica dei privati cittadini: «Allo stato – conclude Pressi – il Pacchetto non fornisce ancora un quadro adeguatamente chiaro sui requisiti e gli obiettivi per le specifiche categorie di edifici».

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