La Strategia dell’Unione Europea (che si inserisce nel quadro del Rapporto Draghi sulla competitività, dell’AI Continent Action Plan, dell’Apply AI Strategy, del Digitalisation of Energy Action Plan 2022 e del futuro Cloud and AI Development Act), riportata in una nota pubblicata da Assistal, parte da un presupposto chiaro: la digitalizzazione non è più un fattore accessorio del sistema energetico, ma una condizione abilitante per ridurre i costi energetici, rafforzare la sicurezza del sistema, valorizzare la flessibilità della domanda e sostenere lo sviluppo di filiere tecnologiche europee.
La Comunicazione individua sette azioni prioritarie (flagship actions):
- Modello di accordo tripartito per l’integrazione sostenibile dei data center nel sistema energetico
La Commissione evidenzia che i data center sono infrastrutture essenziali per la competitività digitale dell’UE, ma pongono crescenti criticità energetiche e idriche.
Dati chiave:
- i data center rappresentano circa il 2,5% dei consumi elettrici UE;
- la capacità installata dovrebbe crescere da circa 12 GW nel 2025 a 28 GW nel 2030;
- l’UE punta a triplicare la capacità dei data center nei prossimi 5-7 anni;
- la domanda è concentrata in alcuni hub europei, tra cui Dublino, Francoforte, Amsterdam e Parigi, ma anche Spagna, Italia, Belgio, Polonia e Paesi nordici.
La Commissione propone un modello di accordo tripartito tra autorità pubbliche, operatori dei data center e soggetti energetici, volto a favorire:
- migliore pianificazione delle connessioni di rete;
- principio “use it or lose it” per evitare prenotazioni speculative di capacità;
- maggiore ricorso ai PPA e a nuova generazione pulita;
- flessibilità dei data center;
- recupero del calore di scarto;
- efficienza energetica e idrica;
- possibili accordi di connessione flessibile.
- Schema UE di rating per la sostenibilità dei data center
La Commissione prevede l’adozione di uno schema europeo di rating per i data center, relativo a:
- efficienza energetica;
- efficienza idrica;
- uso di energia pulita;
- recupero del calore;
- flessibilità.
Il rating sarà adottato nel 2026, con prime etichette nel 2027. Entro il 2027 sarà inoltre valutata la necessità di standard minimi UE di prestazione energetica per i data center nuovi ed esistenti.
L’obiettivo è aumentare trasparenza, sostenibilità e coerenza nello sviluppo dei data center, limitandone l’impatto su energia, acqua e reti.
- Indicatori UE per le smart grids e accelerazione degli smart meters
La Roadmap sottolinea che le reti elettriche devono diventare più intelligenti, digitalizzate e resilienti per sostenere elettrificazione, rinnovabili, accumuli, mobilità elettrica e flessibilità della domanda.
Dati chiave:
- gli investimenti necessari nelle reti UE nel periodo 2024-2040 sono stimati in oltre 1.200 miliardi di euro, di cui 730 miliardi per le reti di distribuzione e 430 miliardi per le reti di trasmissione;
- le tecnologie di potenziamento digitale delle reti possono aumentare la capacità fino al 40% e ridurre i costi di espansione convenzionale fino al 35%;
- la ricarica intelligente e bidirezionale può generare risparmi per i consumatori tra 450 e 2.900 euro l’anno.
La Commissione prevede:
- un catalogo UE di indicatori per le smart grids entro metà 2026;
- una proposta legislativa nel 2026 per accelerare la diffusione degli smart meters, con l’obiettivo di garantire una copertura minima in ciascuno Stato membro;
- raccomandazioni ACER sugli indicatori smart grid nel 2028;
- monitoraggio periodico dei progressi;
- sviluppo di digital twin e strumenti di IA per pianificazione, gestione delle congestioni, manutenzione predittiva e previsione dei carichi.
- Sviluppo di modelli di IA lungo la catena del valore energetica
La Commissione punta allo sviluppo di modelli di IA sovrani, addestrati su dati europei e sviluppati da imprese europee, per applicazioni lungo tutta la catena del valore energetica: reti, rinnovabili, accumuli, edifici, industria e mobilità.
Dati chiave:
- nel 2024, secondo il documento, gli Stati Uniti hanno prodotto 40 modelli di IA rilevanti, la Cina 15 e l’UE solo 3;
- Horizon Europe destinerà circa 75 milioni di euro nel 2026-2027 a tecnologie di IA per energia, reti, autoconsumo, energy sharing e accumuli;
- sono previsti ulteriori 190 milioni di euro per soluzioni digitali in rinnovabili, riqualificazione edilizia ed efficienza energetica;
- i bandi specifici Horizon Europe prevedono 30 milioni di euro nel 2026 e 20 milioni di euro nel 2027;
- i proof of concept dei modelli di IA sono attesi nel primo trimestre 2027, con primi modelli operativi entro fine 2027.
Le applicazioni riguarderanno, tra l’altro, previsione dei carichi, gestione delle congestioni, individuazione dei guasti, pianificazione degli investimenti, controllo degli impianti rinnovabili, riduzione del curtailment, sicurezza nucleare e pianificazione della riqualificazione edilizia.
È inoltre prevista la realizzazione di portali digitali, basati su IA generativa, per accelerare le autorizzazioni di progetti rinnovabili, accumuli e reti, con progettazione nel 2027 e avvio nel 2028.
- Quadro UE per lo scambio transfrontaliero dei dati energetici
La Roadmap evidenzia la necessità di superare la frammentazione del quadro europeo sullo scambio dei dati energetici, distinguendo tra:
- uso primario dei dati: misurazione, fatturazione, cambio fornitore, demand response, gestione della rete;
- uso secondario dei dati: ricerca, analisi, addestramento di modelli di IA e finalità di interesse pubblico.
Dati chiave:
- le soluzioni digitali potrebbero abilitare circa 230 GW di flessibilità entro il 2030, tramite veicoli elettrici, pompe di calore, batterie e carichi controllabili;
- nel 2026 sarà avviata una valutazione per un quadro UE di scambio transfrontaliero dei dati energetici;
- lo sviluppo del quadro partirà dal 2027.
L’obiettivo è creare regole, interfacce comuni e servizi di fiducia per consentire lo sviluppo di servizi energetici intelligenti scalabili a livello europeo, riducendo frammentazione e incertezza giuridica.
- Rafforzamento della sicurezza dell’IA e della cybersecurity dei dispositivi critici
La Commissione segnala che digitalizzazione ed elettrificazione aumentano l’esposizione del settore energetico a minacce cyber e ibride, con particolare attenzione alle infrastrutture rinnovabili e ai dispositivi connessi.
Dati chiave:
- secondo il documento, nel 2024 un operatore energetico ha subito in media oltre 1.500 attacchi cyber a settimana, tre volte il livello del 2020;
- impianti solari ed eolici sono indicati come aree di particolare attenzione;
- gli inverter da fornitori ad alto rischio sono considerati un potenziale fattore di vulnerabilità.
Nel 2026 sono previste:
- una valutazione dei rischi sugli impianti solari nell’UE;
- la revisione del quadro di sicurezza degli approvvigionamenti energetici;
- possibili misure su dispositivi critici e supply chain ICT.
Sarà inoltre istituito un gruppo europeo sulla sicurezza dell’IA nel settore energetico, con focus su trasparenza, spiegabilità, supervisione umana e gestione dei rischi sistemici.
- Monitoraggio della digitalizzazione e miglioramento della disponibilità dei dati energetici
La Commissione istituirà un Energy Digitalisation Forum annuale a partire dal 2026 per monitorare l’attuazione della Roadmap, individuare ostacoli, condividere buone pratiche e valutare eventuali ulteriori interventi.
Ulteriori iniziative previste:
- definizione nel 2027 di metriche per misurare digitalizzazione e adozione dell’IA nel sistema energetico;
- integrazione della digitalizzazione e dell’IA nel quadro di governance dell’Unione dell’energia;
- creazione nel 2026 di un Fuel Observatory per monitorare disponibilità e scorte di combustibili rilevanti per i trasporti;
- lancio nel quarto trimestre 2026 della Better Energy Data Initiative, per migliorare qualità, interoperabilità, tempestività e disponibilità dei dati energetici.
Nel complesso, la Raodmap configura la digitalizzazione dell’energia come leva di politica industriale, energetica e di sicurezza e anticipa una serie di successive iniziative legislative, regolatorie e attuative, che potranno riguardare, tra l’altro, data center, smart meters, reti intelligenti, scambio dei dati energetici, cybersecurity dei dispositivi critici e monitoraggio della digitalizzazione del sistema energetico.