Come si fa… l’installazione di una colonnina di ricarica per veicoli elettrici?

Condividi
colonnina di ricarica

La progettazione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici richiede un approccio integrato che tenga conto sia degli aspetti elettrici sia della protezione meccanica delle apparecchiature. Un’attenzione particolare deve essere dedicata anche alla disposizione delle colonnine, alle protezioni fisiche e alla manutenzione periodica, elementi indispensabili per preservare nel tempo efficienza e integrità dell’impianto.

La diffusione dei veico­li elettrici sta portando a una crescita costante delle infrastrutture di ri­carica, sia in ambito pubblico che privato. La progettazione dell’in­stallazione delle colonnine di ri­carica e della relativa alimenta­zione elettrica richiedono però particolare attenzione, non solo per garantire continuità di servi­zio e sicurezza elettrica, ma an­che per proteggere le apparec­chiature dai possibili urti causati dai veicoli in manovra.

Dimensionamento dei carichi elettrici

Dal punto di vista elettrico, una colonnina di ricarica rappresen­ta un carico importante e spesso continuativo. Le stazioni in cor­rente alternata (AC) possono a­vere potenze comprese tra 7,4 kW e 22 kW, mentre le infrastrut­ture in corrente continua (DC) partono da 50 kW e arrivano fa­cilmente a 150 kW o anche oltre. Questo comporta la necessità di realizzare linee di alimentazione dedicate, correttamente dimen­sionate in funzione della corren­te assorbita, della lunghezza dei cavi e delle condizioni di posa.

La rete di alimentazione deve es­sere progettata secondo le pre­scrizioni della Norma CEI 64-8, con particolare riferimento alla sezione dedicata ai sistemi di ri­carica dei veicoli elettrici. È fon­damentale prevedere quadri e­lettrici dedicati, dotati di dispo­sitivi di sezionamento e prote­zione facilmente accessibili per consentire interventi rapidi in caso di guasto o manutenzione.

Protezioni magnetotermiche differenziali

Tra le principali protezioni elet­triche da adottare vi sono gli in­terruttori magnetotermici, ne­cessari per proteggere le linee da sovraccarichi e cortocircu­iti. La scelta del potere di inter­ruzione deve essere effettuata considerando la corrente di cor­tocircuito disponibile nel pun­to di installazione. Accanto alla protezione magnetotermica è indispensabile la protezione dif­ferenziale, finalizzata alla sal­vaguardia delle persone contro i contatti indiretti. L’obbligo di prevedere differenziali da 30 mA costituisce comunque un’ulterio­re protezione aggiuntiva contro i contatti diretti.

Per le colonnine AC è general­mente richiesto l’utilizzo di in­terruttori differenziali di tipo A associati a dispositivi di rileva­mento delle correnti continue di guasto da 6 mA, oppure diffe­renziali di tipo B, particolarmen­te indicati nelle installazioni più complesse.

Protezione contro le sovratensioni

Un altro aspetto fondamentale riguarda la protezione contro le sovratensioni. Le infrastrutture di ricarica sono apparecchiature elettroniche sensibili e possono subire danni a causa di fulmina­zioni indirette o manovre sulla rete elettrica. Per questo moti­vo è consigliabile installare sca­ricatori di sovratensione (SPD) di tipo 2, oppure di tipo 1+2 nei siti particolarmente esposti o a­limentati da linee aeree. Gli SPD devono essere collegati all’im­pianto di terra con le metodolo­gie previste alla riduzione delle tensioni residue.

Protezione contro gli urti

Uno dei rischi più frequenti nelle installazioni nei parcheggi con­dominiali o pubblici è il danneg­giamento delle colonnine da par­te dei veicoli durante le manovre. Per ridurre questo rischio è ne­cessario adottare specifici ac­corgimenti meccanici e architet­tonici. Le colonnine dovrebbero essere installate su cordoli rial­zati in calcestruzzo oppure arre­trate rispetto al limite dello stallo oppure ancora in posizione non raggiungibile dalle automobili in manovra.

L’installazione di paracolpi me­tallici o dissuasori in acciaio zin­cato rappresenta una delle solu­zioni più efficaci: questi elementi assorbono eventuali urti evitan­do che l’impatto raggiunga di­rettamente la struttura elettrica. Anche la disposizione degli stalli ha un ruolo importante. È prefe­ribile evitare il posizionamento delle colonnine in punti sogget­ti a manovre strette o inversioni frequenti. Nei parcheggi pubblici è utile predisporre segnaletica o­rizzontale ben visibile, illumina­zione adeguata e indicatori cata­rifrangenti sulle protezioni mec­caniche.

Per le installazioni ad alta poten­za, soprattutto in ambito auto­stradale o logistico, è opportuno prevedere barriere di protezione rinforzate analoghe a quelle uti­lizzate per la protezione dei di­stributori carburante. In questi casi, oltre alla sicurezza elettri­ca, assume particolare rilevanza anche la continuità del servizio, poiché un fermo impianto può compromettere l’operatività del­la struttura.

Interventi manutentivi

Infine, la manutenzione periodi­ca rappresenta un elemento es­senziale per garantire sicurezza ed efficienza nel tempo. Le ve­rifiche devono comprendere il controllo delle protezioni diffe­renziali, l’integrità dei collega­menti di terra, il serraggio delle connessioni elettriche, lo stato delle prese e dei cavi di ricarica, oltre all’ispezione delle protezio­ni meccaniche contro gli urti.

Ti potrebbero interessare

VMC e sanificazione dell’aria in un unico dispositivo

Fantini Cosmi ha sviluppato Rhinocomfort 3, la VMC con tecnologia integrata che assicura un microclima sicuro grazie al sistema che decompone le sostanze nocive presenti nell’aria e le trasforma in particelle innocue e salubri.

Le serrande tagliafuoco vanno manutenute?

In un edificio moderno, sia esso un centro commerciale, un ospedale o un condominio di grandi dimensioni, esistono componenti di sicurezza che lavorano “nell’ombra”. Le serrande tagliafuoco sono tra questi: installate all’interno delle condotte di ventilazione, rimangono aperte per anni, permettendo il ricircolo dell’aria, finché – in caso di emergenza – devono sigillarsi istantaneamente per bloccare fiamme e fumi tossici