Resilienza della rete elettrica e transizione energetica: un binomio possibile

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rete elettrica
Immagine di evening_tao su Freepik

Lo scorso giugno il convegno del Coordinameto FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) dal titolo “La ragnatela che sostiene la decarbonizzazione” ha mostrato come la rete elettrica nazionale possa essere in grado di sostenere i cambiamenti derivanti dalla transizione energetica.

Presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma si è svolto, lo scorso 10 giugno 2025, il Convegno del Coordinamento FREELa ragnatela che sostiene la decarbonizzazione”, dedicato al ruolo strategico delle reti elettriche nella transizione energetica, con un focus sulle soluzioni tecnologiche e sulle sinergie richieste per continuare a tenerle flessibili e allo stesso tempo resilienti come una ragnatela, anche in presenza di un apporto crescente della produzione rinnovabile.

«Gli accumuli sono strategici perché bilanciano la rete in tempo reale, fornendo regolazione istantanea di frequenza e tensione, nonché inerzia sintetica in mancanza di masse rotanti per le quali “non c’è più spazio” in un mix dominato da fonti rinnovabili»:  – ha affermato G.B. Zorzoli, former president di FREE nella sua relazione introduttiva.

Dopo avere messo in evidenza il livello di interconnessioni con l’estero, già realizzato e previsto, e i ruoli degli accumuli, sono stati illustrati i risultati di uno studio che dimostra la fattibilità della completa decarbonizzazione dell’Italia con il solo contributo della produzione rinnovabile e le prestazioni di tecnologie innovative per accumuli di lunga durata, sviluppate da alcune aziende italiane.

«È necessario un adeguamento continuo delle reti all’aumentare delle rinnovabili, – ha detto Livio de Santoli, Prorettore per la Sostenibilità all’Università di Roma La Sapienza – ed è importante che ci siano interconnessioni efficienti a livello europeo». Il prof. De Santoli ha poi messo in evidenza i ruoli complementari delle produzioni eolica e fotovoltaica, che hanno andamenti stagionali opposti e perciò è necessario che le produzioni si integrino anche a livello transnazionale utilizzando le interconnessioni estere.

«Abbiamo bisogno di politiche in grado di promuovere uno sviluppo sinergico di efficienza energetica e fonti rinnovabili. – ha detto Dario Di Santo, Direttore di FIRE – Così potremo massimizzare il risultato sia in termini economici sia di riduzione della CO2».

«Il nostro convegno è anche una risposta alle false informazioni diffuse dai media subito dopo il blackout spagnolo che tendevano a far credere che un sistema elettrico basato sulla produzione rinnovabile non fosse sicuro. Non è vero. Le reti possono “reggere” agevolmente la transizione energetica – ha concluso Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE – E il focus sulle tecnologie italiane è servito a mettere in luce anche il potenziale circa le ricadute industriali concrete e possibili legate alla transizione energetiche, che son troppo spesso sottovalutate per difendere anche gli “interessi fossili” che in Italia sono purtroppo ancora presenti».

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