Dubbio relativo al parafulmine

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«Sono un gestore di un rifugio di montagna, il cosiddetto rifugista, e ho un dubbio relativo al parafulmine: in alcuni punti ho visto che tocca il tetto del rifugio e mi chiedevo se andasse bene e se fosse a norma. Non dovrebbe essere separato dal tetto?», chiede un lettore di Elettro.

Anticipato che il lavoro del lettore mi sembra invidiabile, complimenti, cerchiamo di togliere ogni dubbio. Se la struttura è costituita da materiale non combustibile, il sistema di captatori può essere appoggiato sulla superficie del tetto stesso, mentre se è costituita da materiale combustibile, deve essere mantenuta una distanza minima e i captatori non devono essere installati direttamente sotto qualsivoglia elemento di copertura che possa essere perforato dal fulmine.

Per tetti di paglia, che non usano ferri di acciaio per l’assemblaggio e che, per la verità, sono più comuni nel nord del mondo che nella nostra penisola, detta distanza deve essere almeno 30 cm. Per altri materiali combustibili, quale potrebbe essere il legno più comune nelle pratiche costruttive italiane, si ritiene adeguata una distanza non inferiore a 10 cm (Norma CEI EN 62305-3 art. 5.2.4 e 5.2.5).

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