Dubbio sugli interruttori

Condividi

«Ho collegato un salva vita magnetotermico ma vorrei collegare un differenziale con riarmo automatico. Se scatta il differenziale con riarmo poi si riattiva ma, se scatta anche il magnetotermico, quello rimane abbassato. Come posso procedere?», chiede un lettore di Elettro.

L’idea del lettore è corretta, in effetti collegare un differenziale con riarmo automatico può essere molto utile per evitare disservizi prolungati in caso di scatti intempestivi, ma bisogna fare attenzione a come lo si integra con il magnetotermico.

Se il lettore permette, dico che mi ricordo perfettamente quando il cav. Bosatelli mi citò nel 2003 per la prima volta il concetto. Rimasi molto colpito, idea semplice nel principio ma meno semplice nella realizzazione. Inutile ricordare che riarmare un interruttore che è scattato per un guasto che non si è risolto da solo può essere pericoloso. I dispositivi con riarmo intelligente fanno un controllo automatico prima di chiudere il circuito: evita il fai-da-te senza questi meccanismi.

Nel caso del lettore:

  • se scatta il differenziale, il sistema tenta il riarmo dopo un certo tempo (tra 30 secondi e 5 minuti a seconda del modello);
  • se scatta il magnetotermico, non si riattiva da solo: rimane abbassato finché non lo resetti manualmente.

La maggior parte dei produttori primari ha però a catalogo interruttori differenziali-magnetotermici integrati con riarmo automatico.

Il vantaggio principale è che riarmano da soli sia in caso di scatto differenziale sia magnetotermico, dopo un test di sicurezza (verifica assenza di guasto). Gli svantaggi sono il costo maggiore e che risultano leggermente più ingombranti, richiedono più spazio nel quadro elettrico.

Una soluzione intermedia potrebbe essere l’inserimento di un contatto di stato da riportare al sistema domotica che rileva lo scatto del dispositivo qualunque sia il tipo. Da un punto di vista normativo, al fine di garantire un’adeguata continuità di servizio nelle abitazioni, la Norma CEI 64-8 art. 37.3.2 raccomanda l’utilizzo di interruttori differenziali ad elevata immunità contro gli scatti intempestivi, e/o di interruttori differenziali dotati di dispositivi di riarmo automatico ARD.

Edicola web

  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • n.10 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.

dichiarazione di conformità

Dichiarazione di conformità

«È realmente necessario rilasciare la dichiarazione di conformità anche per interventi di modesta entità? In molti casi il tempo richiesto per la compilazione della documentazione sembra superare quello impiegato per l’esecuzione del lavoro stesso…», chiede un lettore di Elettro.

Tubazione del gas: rifacimento e riutilizzo