Mancato coordinamento nel sistema di protezione

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«Il motore della pompa dell’autoclave di casa mia (HP1,5 Due fasi 2850 giri minuto 230-400 V), installata nel 1982, si è bloccato mentre faceva il solito lavoro di ricupero di pressione.

I fusibili montati (WEBER- 10 Ag1 – 380 V), però, non si sono interrotti, l’alimentazione di corrente è continuata, l’avvolgimento si è surriscaldato e si è quindi formato un blocco unico tra avvolgimento e rotore.

Siamo accorsi per l’eccessivo fumo causato e abbiamo prontamente staccato l’alimentazione, fortunatamente prima che avvenisse un incendio. Mi è sorto però un dubbio: come mai i fusibili non si sono interrotti?», chiede un lettore di Elettro.

La segnalazione del lettore è molto chiara e solleva un problema reale di sicurezza. Il caso riportato evidenzia il mancato coordinamento della protezione. Nel caso del lettore infatti:

  • il rotore si è bloccato meccanicamente;
  • in assenza della reazione di indotto, la corrente è aumentata, ma non abbastanza da far fondere il fusibile da 10 A in tempi rapidi;
  • l’avvolgimento ha continuato a scaldarsi fino a collasso termico interno, senza che si generasse un cortocircuito netto che avrebbe fatto saltare il fusibile.

I fusibili erano Ag1 (tipo gG), ovvero general purpose e pensati per interrompere cortocircuiti e sovraccarichi, hanno una curva di intervento a tempo inverso e quindi relativamente lenta per sovraccarichi modesti. Non sono intervenuti perché probabilmente non si è verificato un cortocircuito, ma solamente un blocco del motore con sovraccarico termico progressivo e, inoltre, la corrente non ha superato i 10 A in modo netto e continuo.

Approfitto per aggiungere che esistono fusibili specifici per la protezione dei motori elettrici, diversi dai fusibili generici come quelli citati dal lettore:

  • fusibili tipo aM – motor fuse: sono specifici per la protezione dei motori e hanno una curva di intervento lenta in fase di avviamento (quando il motore assorbe più corrente) e intervengono rapidamente solo in caso di cortocircuito;
  • fusibili tipo gG – uso generico: hanno una curva di intervento che potrebbe portare a interventi in fase di avviamento e, in generale, proteggono sia contro cortocircuiti sia contro sovraccarichi ma nel caso dei motori per effetto dell’elevata corrente di inserzione risultano difficili da coordinare.

Per evitare il problema nel ripristino dell’impianto è opportuno quindi prevedere un fusibile di tipo aM con corrente nominale coordinata con quella del motore (1,5-2 In) e l’abbinamento con una protezione termica opportunamente coordinata.

Anche le norme tecniche riprendono questi concetti in diverse occasioni:

  • Norma CEI 64-8 – Parte 4-43 – Protezione contro le sovracorrenti: al punto 433.3.1 viene specificato che: «Se l’elemento di protezione non è in grado di proteggere contro sovraccarichi prolungati (es. fusibili tipo aM), si devono utilizzare dispositivi supplementari per assicurare la protezione contro il sovraccarico».
  • Norma CEI EN 60947-4-1 (IEC 60947-4-1): nell’Allegato B sono indicati anche i coordinamenti tra fusibili aM e dispositivi di comando per garantire la protezione adeguata.
  • Norma CEI EN 60269-2 (Fusibili bassa tensione – Parte 2): classifica i fusibili tipo aM e specifica chiaramente che hanno caratteristica di intervento solo per corto circuito e devono essere usati solo in combinazione con dispositivi termici se applicati a motori.

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