I cavi interrati per l’impianto di illuminazione di un giardino

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Devo progettare l’impianto di illuminazione di un giardino privato  che penso di arredare con 45 lampioncini su palina di resina diametro 80, con diffusore a sfera trasparente, destinati a illuminare i vialetti e con 12 faretti IP 65 infissi direttamente nel terreno per illuminare alcuni alberi ad alto fusto.

L’impianto di alimentazione è costituito da diverse tratte di cavo interrato tripolare( fase + neutro + terra) con sezioni notevoli (fino a 10 mm2)  per limitare le cadute di tensione dovute alla lunghezza notevole delle tratte. L’interro è voluto dalla proprietà e dall’ architetto per motivi estetici  e funzionali (rischio di caduta rami a causa dell’ innevamento d’alta quota).

Sulle tecniche e le normative riguardanti l’interramento dei cavi nei giardini ho scarsa esperienza sia per l’insidia delle radici  e dei roditori che per le esigenze di ispezionabilità e di manutenzione.

Mi sarebbero graditi vostri consigli con particolare riguardo alle seguenti domande:

– è obbligatorio proteggere i cavi con tubi  e di che tipo devono essere?

– esiste una profondità minima di interro?

– esistono specifici  provvedimenti per la protezione di tali condutture contro lo schiacciamento ed il danneggiamento?

– esistono norme specifiche alle quali fare riferimento?

Luigi Vaghi, Belluno

 

Non esistono norme specifiche riferite agli impianti interrati nei giardini ma si deve tener conto, caso per caso, dei dati di progetto. Se, per esempio, si vuole garantire la sfilabilità e reinfilabilità dei cavi, non resta altra scelta che il ricorso a tubi protettivi di opportuno diametro, posati in modo da evitare che la fanghiglia possa intasarli (terminali in pozzetti drenati  con imbocco del tubo  sopra il livello massimo prevedibile di invaso dell’acqua; tali pozzetti di ispezione dovrebbero essere ripetuti ogni 3 curve).Tuttavia, questa norma , riportata  sia al capitolo 52 CEI 64-8, sia  al capitolo 4 della Norma CEI 11-17, può non essere applicata  se si rinuncia alla sfilabilità (infatti da entrambe le suddette norme è ammessa la posa direttamente interrata).

La minima profondità di interro, per cavi con tensione fino a 1000 V con modalità L (cavi direttamente interrati senza protezione meccanica supplementare) o con modalità M (cavi direttamente interrati con  protezione meccanica supplementare) è di  0,5 m, misurati tra il piano di appoggio del cavo e la superficie del suolo.

La protezione meccanica supplementare è obbligatoria per tutti i cavi con modalità di posa:

– M (posa direttamente interrata);

– N (posa in tubo);

– O (posa in manufatto di cemento);

– P (posa in cunicolo  coperto a filo suolo);

– Q (posa in cunicolo interrato);

a meno che non abbiano una armatura metallica adeguata.

Per quanto riguarda l’ insidia delle radici, il provvedimento più affidabile è la posa in tubi di cemento o di resina di tipo pesante (il tubo in spessore sottile di ferro o di rame  può essere facilmente corroso dagli acidi organici emessi dalle radici).

La protezione contro i topi, che si infilano facilmente nei tubi protettivi di notevole diametro, richiede cavi con armatura metallica o con guaina in materiale plastico con sapore repellente per i roditori ( per esempio, il policloroprene).

 

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