Il posto esterno supplementare in un impianto videocitofonico

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In un condominio costituito di villette a schiera, con impianto videocitofonico su unico posto esterno, esistente e funzionante da 14 anni, su richiesta di alcuni condomini, si è deciso di allestire un secondo posto esterno su un ingresso secondario.

Tale ingresso è attualmente dotato di elettroserratura, funzionante a 230 V, comandata da un pulsante interno. Il nuovo posto esterno interessa solo quattro condomini vicini che si sono assunti in proprio gli oneri di innovazione e di gestione. La nuova funzionalità deve essere tale da consentire ai suddetti 4 condomini di ricevere sull’ esistente posto interno anche le immagini e la voce proveniente dal nuovo posto interno. Inoltre i quattro condomini devono poter comandare dal proprio appartamento l’apertura del cancello funzionante a 230 V.

L’ingresso principale che ospita l’attuale posto esterno è collegato all’ ingresso secondario da  due tubi vuoti, diametro 32, incassati nel muretto di recinzione; ciò consente di cablare  in parallelo agli attuali i circuiti audio e video (la cui impedenza è sufficientemente elevata da consentire l’adattamento a due monitor e a due telecamere). Rimane solo il problema del pulsante di apertura a 230 V, che comprometterebbe la possibilità di protezione sia del vecchio che del nuovo posto esterno.

Per chiarire il problema, allego lo schema funzionale del progetto da me redatto e chiedo se è lecito adottare per la parte che rimane a 230 V un trasformatore di semplice separazione o se è indispensabile un trasformatore di sicurezza.

Enrico Cottini

Vercelli

 

Si deve innanzitutto ribadire  che i trasformatori destinati alla separazione galvanica del circuito primario dal secondario, realizzata allo scopo di protezione contro i contatti indiretti, possono avere due funzioni, considerate separatamente nella 6a edizione della norma CEI 64-8:

– trasformatori aventi solo isolamento principale tra primario e secondario;

– trasformatori aventi anche isolamento supplementare  di sicurezza  tra primario e secondario.

Il primo tipo è idoneo a realizzare la protezione in casi semplici (per esempio nei luoghi conduttori ristretti o tra i circuiti di comando principali e ausiliari, negli impianti di sicurezza del macchinario; i secondi sono indispensabili quando si vuole realizzare la protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti mediante bassissima tensione SELV o PELV.

Nel caso in questione,  la protezione dei posti esterni richiede circuiti a tensione non superiore a 50 V in corrente alternata e a 120 V in corrente continua, rispondenti  alle condizioni riportate nella sezione 411 CEI 64-8/4. Possono fare eccezione a tali regole solo i componenti di classe II (isolamento doppio o rinforzato) con grado di protezione idoneo ai luoghi esposti alle intemperie, difficilmente reperibili (le telecamere e i monitor devono avere requisiti speciali perché sono vulnerabili alla umidità e alla condensa).

In sintesi:

– il trasformatore deve essere conforme  alle prescrizioni di sicurezza CEI 96-7;

– le parti attive dei circuiti SELV e PELV devono essere separate le une dalle altre e dai circuiti a 230 V;

– tale separazione può essere realizzata mediante conduttori separati in tubi diversi o dotati di idonea guaina oppure  separati da uno schermo metallico messo a terra.

Sono ammessi anche provvedimenti più complessi quali, per esempio , l’interposizione di una impedenza di protezione tra le placche) e le parti che contengono circuiti elettrici.

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