La protezione contro il cortocircuito

Condividi

«Dove devo prevedere la protezione contro il cortocircuito? Necessariamente all’origine dell’impianto?» chiede un lettore de L’impianto elettrico.
Il dubbio espresso dal lettore è tutto sommato ricorrente. Il dispositivo di protezione contro il cortocircuito deve essere ubicato all’inizio della conduttura. Ogni circuito deve essere protetto contro…

«Dove devo prevedere la protezione contro il cortocircuito? Necessariamente all’origine dell’impianto?»

L.R. – Potenza

Il dubbio espresso dal lettore è tutto sommato ricorrente. Il dispositivo di protezione contro il cortocircuito deve essere ubicato all’inizio della conduttura.

Ogni circuito deve essere protetto contro le correnti di circuito a meno che la sorgente non sia in grado di erogare correnti pericolose per la buona conservazione del cavo.

È necessario invece evitare l’installazione di dispositivi di protezione contro il cortocircuito nei circuiti di:

  • alimentazione di elettromagneti di sollevamento;
  • eccitazione di macchine rotanti;
  • secondari di trasformatori di corrente;

quando cioè l’interruzione del circuito può dare origine a pericoli molto più gravi dell’invecchiamento precoce del cavo.

Per ragioni pratiche è ugualmente consentito omettere la protezione sulle condutture che collegano il trasformatore o la sorgente di ener¬gia ai rispettivi quadri di distribuzione (CEI 64-8).

Il dispositivo di protezione contro il cortocircuito deve essere ubicato all’inizio della conduttura, anche se è consentita dalla Norma citata una certa elasticità nella dislocazione del dispositivo di protezione entro i primi 3 m di conduttura.

In tutti i casi suddetti la conduttura deve essere realizzata in modo da ridurre al minimo il pericolo di cortocircuito, il danno per le cose e le persone; in particolare non si deve trovare in vicinanza di materiali combustibili.

Ti potrebbero interessare

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.

Caldaia di tipo C in locale aerabile

«Sono stato interpellato da un’impresa che sta ristrutturando un appartamento di proprietà privata. Mi hanno chiesto se sia possibile installare una caldaia uso riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di Tipo C (camera stagna e tiraggio forzato) in un disimpegno come indicato nel disegno allegato.
Il disimpegno comunica con:
– camera doppia con portafinestra
– camera singola con finestra
– bagno con finestra», chiede un lettore di GT.