L’aumento “misterioso” della corrente di cortocircuito

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L’interruttore differenziale di un quadro si è guastato per carenza di potere di interruzione provocando la bruciatura in un supermercato di un congelatore con grave danno per merce deperita.

In seguito a prove si è constatato che la corrente di cortocircuito è aumentata da 5 a 7 kA, misurata con loop tester. Se la misura originale non l’avessi fatta io stesso, due anni fa, annotandola sul libretto di manutenzione direi che trattasi di un errore ma siccome sono sicurissimo del fatto mio, non so spiegarmi il fenomeno.

Potete farmi luce su questo mistero?

Mario Speroni, Milano

 

La corrente presunta di cortocircuito in un punto di un impianto a bassa tensione è molto più presunta di quanto comunemente si creda per le seguenti ragioni:

– per compensare le notevoli variazioni di carico i trasformatori di cabina hanno tensione effettiva notevolmente maggiore della nominale e, di conseguenza, la Icc effettiva varia secondo le ore del giorno e della notte;

– le cadute di tensione nelle linee BT, molto ramificate e lunghe nelle zone intensamente elettrificate, variano da un momento all’altro a seconda del carico dei singoli rami;

– le cadute di tensione all’interno dell’impianto utilizzatore variano continuamente per la stessa ragione suddetta (si ricorda che la norma CEI 64-8/4 ammette cadute di tensione fino al 4%)

– su una stessa linea terminale che alimenta un carico luce o forza motrice la caduta di tensione ha picchi durante la fase transitoria di inserimento  del carico.

Inoltre, se la misura della corrente di cortocircuito, è effettuata con un loop tester, ha variazioni notevoli in funzione dei loop di volta un volta chiusi; infatti l’impedenza dei circuiti attivi (fasi e neutro) è, praticamente costante (sviluppandosi su conduttori isolati) mentre quella di eventuali ritorni attraverso la terra  varia secondo la forma degli elettrodi (reali o virtuali) di immissione nel terreno.

 

 

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