Protezione contro i contatti indiretti

Condividi

«Abbiamo in carico la manutenzione degli impianti d’illuminazione pubblica e a bordo di alcuni vecchi pali in periferia, i portelli contengono morsettiere isolate. Mi sembra una situazione di pericolo ma non trovo la prescrizione normativa. Potreste aiutarmi?», chiede un lettore di Elettro+Watt.
La preoccupazione del lettore è lecita ed è stata la stessa del normatore…

protezione contatti indiretti«Abbiamo in carico la manutenzione degli impianti d’illuminazione pubblica e a bordo di alcuni vecchi pali in periferia, i portelli (che sono in buono stato e come al solito apribili solo con la chiave quadra) contengono morsettiere isolate. Mi sembra una situazione di pericolo ma non trovo la prescrizione normativa. Potreste aiutarmi? Perché chiunque può aprire il portello e rimanere fulminato oppure lasciarlo aperto per dispetto e mettere in percolo altri!», chiede un lettore di Elettro+Watt.

Protezione contro i contatti indiretti: cosa dice la normativa

La preoccupazione del lettore è lecita ed è stata la stessa del normatore. Per quanto riguarda la protezione contro i contatti diretti, le misure di protezione ammesse per gli impianti d’illuminazione all’esterno sono solo quelle per isolamento delle parti attive oppure mediante involucri e barriere. La protezione contro i contatti diretti, ottenuta mediante ostacoli e mediante distanziamento, sono vietate.

Tuttavia, per quanto riguarda la protezione mediante involucri o barriere, la sezione 714 contiene due disposizioni più restrittive rispetto alla regola generale. La prima prescrive che se uno sportello, posto a meno di 2,5 m dal suolo, anche se apribile con una chiave o un attrezzo, dà accesso a parte attive, queste devono essere: – inaccessibili al dito di prova (IPXXB), oppure; – devono essere protette da un ulteriore schermo con uguale grado di protezione. Chiara l’attenzione dedicata dal normatore per ridurre il pericolo di contatto diretto verso parti in tensione accessibili poste dietro uno sportello, la cui probabilità di rimanere accidentalmente aperto in impianti molto estesi è più elevata. Questa prescrizione non si applica se lo sportello si trova in un ambiente accessibile solo a persone autorizzate.

La seconda stabilisce che le lampade (tradizionalmente fragili, ora forse meno fragili di prima grazie alla tecnologia Led) di un apparecchio di illuminazione, installato a una altezza inferiore o uguale a 2,8 m dal suolo, non devono diventare accessibili se non dopo aver rimosso un involucro o una barriera per mezzo di un attrezzo.

Richiedi maggiori informazioni

Ti potrebbero interessare

Protezione differenziale

«In un impianto in bassa tensione di un’azienda agricola, è installata un’elettropompa per l’irrigazione vicino a un pozzo, situato a circa 500 m dalla restante parte di impianto. L’impianto è alimentato da un unico contatore. È possibile alimentare la pompa con un cavo quadripolare privo di conduttore di protezione (PE), realizzando una messa a terra locale per la protezione della pompa? Questa soluzione consentirebbe un risparmio significativo. Preciso che il tubo dell’acqua non costituisce un problema, essendo in PVC», chiede un lettore di Elettro.

caldaia sottotetto

La caldaia nel sottotetto

«Devo installare una caldaia a camera stagna a tiraggio forzato in un appartamento, ma l’unico locale disponibile è un sottotetto di pertinenza esclusiva del proprietario. È possibile questa tipologia d’installazione? Qual è la norma di riferimento?», chiede un lettore di GT.

telecamere

Telecamere sul pianerottolo condominiale: occhio all’inquadratura

«Abito in un condominio di una zona periferica e, avendo subìto un tentativo di furto, vorrei installare una piccola telecamera, o un videocitofono che registra, sulla parete esterna della mia porta di ingresso, puntandola sul pianerottolo. Posso farlo autonomamente o devo chiedere il permesso agli altri condòmini? E quali adempimenti devo seguire?» chiede un lettore di Sicurezza.

Gru e sicurezza in cantiere

Gru e sicurezza in cantiere