Scelta del fusibile

Condividi

«Qual è il valore corretto di un fusibile a protezione in entrata del corto circuito per un alimentatore da 220 V alternata a 12 V continua e massimo 50 Ah? Il dubbio mi sorge in quanto ho comprato il suddetto alimentatore, ma è durato appena il tempo di collegarlo all’alimentazione, e si è spento dopo 2 secondi in conseguenza del salto del piccolo fusibile in vetro montato sul circuito. Non avevo ancora collegato alcun utilizzatore in uscita. Inoltre, qual è la formula per calcolarlo?», chiede un lettore di Elettro.

Dobbiamo iniziare con una precisazione, non tanto per essere noiosi, ma perché dobbiamo essere sicure di intenderci. La grandezza di riferimento dell’alimentatore da considerare è la corrente (A ampere, non Ah che è capacità di batterie). Quindi immagino il lettore abbia un alimentatore 12 V / 50 A max (≈ 600 W).

Il valore della corrente in ingresso (supposto monofase a 230 V) si stima da

Dove:
• Pout = potenza in uscita (≈ 600 W nel caso del lettore);
• η = rendimento (≈ 0,85 – 0,9 tipico);
• PF = fattore di potenza (≈ 0,6 senza PFC, 0,95 con PFC attivo).

Ovvero tipicamente:

• con PFC attivo (η ≈ 0,88, PF ≈ 0,95): Iin ≈ 3,1 A;
• senza PFC (η ≈ 0,85, PF ≈ 0,6 – 0,8): Iin ≈ 3,8 – 5,1 A.

Gli alimentatori switching hanno forte inrush (spunto sui condensatori) anche senza carico in uscita: se il fusibile è rapido (F) e/o sottodimensionato, interviene in 1–2 s.
Alcuni alimentatori hanno una corrente di inserzione ancora più elevata per pochi millisecondi).

Pertanto, è opportuno scegliere il fusibile come segue:

  • tipo: T, cioè lento;
  • tensione: 250 V (o superiore).
  • corrente nominale:
    – con PFC attivo: T4 A 250 V è il valore più comune;
    – senza PFC / inrush elevato: spesso serve T6, 3 A 250 V.

Nel caso del lettore probabilmente il fusibile è intervento perché era rapido (F) e non lento (T) oppure sottodimensionato (es. 2 A). In linea di massima, determinata la corrente in ingresso, il fusibile deve avere un I2t di fusione maggiore dell’I2t dello spunto dell’alimentatore, probabilmente si tratterà di un fusibile lento (T) con In ≈ 1,25 – 1,6 x Iin se la corrente di spunto è limitato.

Tutto ciò per cultura generale; in pratica meglio verificare la documentazione tecnica del costruttore dell’alimentatore.

Edicola web

  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • n.10 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.

dichiarazione di conformità

Dichiarazione di conformità

«È realmente necessario rilasciare la dichiarazione di conformità anche per interventi di modesta entità? In molti casi il tempo richiesto per la compilazione della documentazione sembra superare quello impiegato per l’esecuzione del lavoro stesso…», chiede un lettore di Elettro.

Tubazione del gas: rifacimento e riutilizzo