Verifica di un UPS

Condividi

«Nella verifica di un UPS, cosa si riesce a mettere davvero in evidenza con un controllo dei parametri elettrici?», chiede un lettore di Elettro.

Le condizioni di funzionamento di un impianto elettrico sono determinate in modo importante anche dal comportamento degli utilizzatori…

«Nella verifica di un UPS, cosa si riesce a mettere davvero in evidenza con un controllo dei parametri elettrici?», chiede un lettore di Elettro.

Le condizioni di funzionamento di un impianto elettrico sono determinate in modo importante anche dal comportamento degli utilizzatori le cui caratteristiche non sempre corrispondono a quelle attese e raramente si mantengono costanti nel tempo. Oltre ad un banale sovraccarico si possono manifestare armoniche, eccessivo sfasamento tra tensione e corrente (ridotto cos φ). Per questi fenomeni l’utente elettrico può essere sanzionato.

Nell’ottica di riduzione dei costi il monitoraggio della rete un sistema statico di continuità permette infatti di registrare, tra gli altri:

  • l’utilizzo dell’energia durante la giornata;
  • eventuale lo squilibrio tra le fasi;
  • ordine e intensità delle armoniche eventualmente presenti;
  • cos φ e/o fattore di potenza di ogni singola fase.

Attraverso le misurazioni è possibile decidere, ad esempio, se aumentare il limite del contratto di fornitura dell’energia elettrica o ridistribuire il funzionamento dei carichi durante la giornata, se ripartire diversamente i carichi squilibrati sulle diverse fasi per un migliore sfruttamento dell’impianto e quale soluzione utilizzare per ridurre le armoniche (per es. filtri attivi, filtri passivi o gruppi statici di continuità).

Il tutto scegliendo propriamente dove installare la soluzione per trarne i massimi benefici: i banchi di rifasamento dovrebbero essere installati alla distanza minima da carichi reattivi.

Edicola web

  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026
  • n.10 - Dicembre 2025

Ti potrebbero interessare

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.

caldaie

Appartamento con due caldaie

«Buongiorno, sono in procinto di acquistare il monolocale confinante con il mio appartamento allo scopo di aumentare i vani della mia attuale abitazione, per esigenze di spazio. Il monolocale e il mio appartamento sono naturalmente ora completamente divisi in termini di impiantistica (acqua, luce, e gas). Il mio obiettivo, se non altro dettato da un minor intervento di ristrutturazione, verterebbe nel tenere entrambe le caldaie rendendo autonome le due case, anche se dopo la ristrutturazione risulteranno in un’unica abitazione. I miei dubbi sono relativi ai contatori, alla documentazione e alla reale possibilità d’esecuzione in termini di legalità e conformità», chiede un lettore di GT.

dichiarazione di conformità

Dichiarazione di conformità

«È realmente necessario rilasciare la dichiarazione di conformità anche per interventi di modesta entità? In molti casi il tempo richiesto per la compilazione della documentazione sembra superare quello impiegato per l’esecuzione del lavoro stesso…», chiede un lettore di Elettro.

Tubazione del gas: rifacimento e riutilizzo