Impianti a gas sopra i 35 kW, le novità introdotte dalla UNI 11528:2014

Condividi

Progettisti e installatori più informati con la UNI 11528, che mette chiarezza sulle soluzioni sopra i 35 kW.

Norma Uni 11528La norma UNI 11528 è stata elaborata in ambito del Comitato Italiano Gas, CIG, Ente Federato facente parte del Sistema UNI. La pubblicazione della predetta norma ha introdotto molte novità nel campo della progettazione e realizzazione degli impianti di portata termica maggiore di 35 kW alimentati a gas; in particolare per gli impianti di climatizzazione e produzione centralizzata di acqua calda sanitaria.

Gli estensori della nuova norma UNI 11528 hanno recepito le innovazioni impiantistiche, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e dello stato dell’arte, più in generale, mettendo così a disposizione degli operatori uno strumento moderno, completo e flessibile.

La UNI 11528 non tratta la prevenzione incendi, la cui competenza di merito è esercitata dal Ministero dell’Interno, ma costituisce uno strumento di integrazione tecnica, per lo scopo prefissato, in totale accordo con le stesse disposizioni ministeriali.

È un’impostazione differente rispetto al passato, ma che trova similarità con la visione europea del “nuovo approccio”.

Giustamente quando non esistevano norme di prodotto per garantire la sicurezza e l’idoneità di utilizzo, le regole di prevenzione incendi prevedevano requisiti di idoneità per i materiali e gli apparecchi tali da rendere sicuri i gli impianti soggetti alle prescrizioni dei VVFF.

A questo proposito un esempio molto significativo riguarda proprio la “gloriosa” Circolare 68, sopra richiamata; il disposto indicava, tra l’altro, i tempi massimi di arresto del flusso di gas ai bruciatori in caso di spegnimento della fiamma.

Questo è un tipico requisito di prodotto, oggi previsto in tutte le norme relative agli apparecchi alimentati a gas.

Non sarebbe pertanto oggi possibile per uno Stato Membro dell’Unione legiferare in merito, violando così i principi dell’armonizzazione tecnica. Un’azione siffatta condurrebbe senz’altro all’apertura di una procedura d’infrazione contro lo Stato Membro “colpevole”.

Pertanto, la nuova norma rappresenta per gli operatori del settore uno strumento aggiornato, che consente di sfruttare al meglio e nella sicurezza idonea le innovazioni tecnologiche oggi disponibili sul mercato.

Sicurezza che deriva proprio dall’utilizzo di materiali e apparecchi per i quali i fabbricanti sono tenuti a rispettare le specifiche disposizioni normative.

Ma non basta, i materiali utilizzati per gli impianti gas devono anche essere dichiarati idonei, dal fabbricante, per quel determinato impiego.

Le quattro principali macro aree

Con riferimento ai contenuti della UNI 11528 questi sono compresi in quattro principali macro aree: la prima comprende l’introduzione, il campo di applicazione, i riferimenti normativi e le definizioni.

Nella seconda macro area sono definite le prescrizioni relative ai materiali e alle modalità di posa.

La terza macro area riguarda i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione; in questa parte vi sono anche le indicazioni per lo scarico delle condense e per valutare la necessità, o meno, di adottare i sistemi di neutralizzazione delle condense stesse.

La quarta macro area riguarda le procedure da adottare per la messa in servizio degli impianti e degli apparecchi.

Circa i tipi di tubazioni previsti, la norma comprende tutti i materiali e sistemi ormai utilizzati da anni per gli impianti gas ad uso domestico.

Naturalmente, per alcuni tipi di materiale ed in determinate circostanze, sono previste modalità di installazione più restrittive rispetto a quanto richiesto dalle norme relative agli impianti alimentati a gas domestici.

Relativamente alle modalità di posa, tra le varie novità contenute nella nuova norma, una importante riguarda la possibilità di installare le tubazioni sotto traccia e sotto il pavimento nel locale di installazione degli apparecchi.

A questo proposito si può affermare che l’esperienza acquisita, da milioni di impianti domestici realizzati con tubazioni posate sottotraccia, dimostra l’affidabilità di tale soluzione. Risulta altrettanto innegabile che un tubo all’interno di un manufatto edile dispone di una protezione meccanica maggiore rispetto ad una tubazione in vista, naturalmente se vengono rispettate le condizioni di posa previste dalle norme.

Per quanto riguarda l’evacuazione dei prodotti della combustione, sono riportati i requisiti per i sistemi fumari che operano in depressione, per quelli operanti in pressione positiva, per i collettori, per i canali da fumo, per i condotti di scarico.

Sono stati introdotti anche i criteri per l’intubamento di cavedi/asole tecniche sia con un singolo camino/condotto, sia con più camini/condotti.

Inoltre viene dato molto spazio alla metodologia di calcolo delle distanze tra lo sbocco dei camini e gli eventuali edifici adiacenti.

Le tre appendici informative

La norma è corredata da tre appendici informative:

  • la prima riguarda la metodologia per il calcolo delle perdite di carico al fine del dimensionamento delle tubazioni;
  • la seconda riporta delle informazioni sulle classi di resistenza alla corrosione dei camini;
  • la terza contiene indicazioni riguardo la gestione delle condense.

La norma risolve inoltre un’altra annosa problematica, riguardante il campo di applicazione del DM 12 aprile 1996; questo presenta infatti un’area “grigia” per le installazioni costituite da più caldaie, di portata termica singola minore di 35 kW, ubicate nello stesso locale, ma al servizio di singoli impianti di riscaldamento.

Viene chiarito che in casi simili, i singoli impianti devono essere realizzati secondo UNI 7129, mentre le predisposizioni relative alla prevenzione incendi, quali le strutture del locale, gli accessi ecc. devono essere realizzate secondo il DM anzi citato.

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 6181 del 08/05/2014

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 6181 del 08/05/2014, è sicuramente un’azione legislativa importante, che delinea nuovi scenari e che sicuramente contribuisce a far chiarezza: un perfetto connubio tra legislazione e normazione tecnica.

La disposizione evidenzia che nell’attesa del nuovo testo del D.M. 12/04/1996 “Regola tecnica di prevenzione incendi per centrali termiche”, è possibile fare riferimento ad aggiornate norme di prodotto e di installazione, adottate a livello comunitario e nazionale, quali la UNI 11528/2014 e la UNI 8723/2010 (Impianti a gas per l’ospitalità professionale di comunità e similare – Prescrizioni di sicurezza).

Pertanto gli impianti gas considerati in queste norme UNI, potranno essere realizzati con materiali e modalità di posa previsti dalle norme stesse, mentre i requisiti di prevenzione incendi dovranno essere conformi al D.M. 12/04/1996.

Conclusioni

La UNI 11528 potrà consentire ai progettisti ed agli installatori nuove soluzioni impiantistiche e li faciliterà, sempre nell’ottica della massima sicurezza, in molte situazioni precedentemente difficoltose da affrontare, proprio per la mancanza dello strumento normativo adeguato.

Francesco Castorina, Mario Volongo

 

 

 

 

Edicola web

  • n.4 - Aprile 2026
  • GT Speciale Fiera 2026 n.2
  • Supplemento al n.3 - Marzo 2026 GT Speciale Fiera 2026 n.1

Ti potrebbero interessare

videosorveglianza ladri biciclette

Telecamere nell’androne condominiale contro i ladri di biciclette

«Nel nostro condominio subiamo continui furti di biciclette lasciate nell’androne al piano terra. L’amministratore può installare una telecamera per inquadrare quell’area? Quali regole dobbiamo seguire per rispettare la privacy degli inquilini?» chiede un lettore di Sicurezza.

ventilazione impianto a gas

Ventilazione e aerazione con impianto a metano in un monolocale

«Come devono essere realizzati gli impianti a gas metano per alimentare una caldaia a camera stagna e un piano cottura all’interno di un monolocale?», chiede un lettore di GT.

rischio da fulminazione

Rischio da fulmini

«Il mio committente mi ha richiesto l’aggiornamento di una relazione di valutazione del rischio da fulminazione, redatta da un altro professionista nell’autunno 2020. Vorrei però capire, a vostro avviso, è effettivamente necessario un aggiornamento?», chiede un lettore di Elettro.

impianto a gas

Modifiche su un impianto a gas esistente

«Buongiorno, devo intervenire su un impianto a gas metano esistente, realizzato prima
del 2008 all’interno di un’abitazione privata, che alimenta una caldaia e un piano cottura.
L’impianto è sprovvisto di Dichiarazione di Conformità e inoltre:
– l’alimentazione gas metano della caldaia e del piano cottura sono realizzati con
tubazioni di gomma flessibile derivati da due rubinetti posizionati all’esterno dell’abitazione;
– le tubazioni in gomma flessibile transitano all’interno di una parete in cartongesso.
È possibile predisporre i documenti per riattivare l’utenza gas metano?», chiede un lettore di GT