Impianto anni ‘90 e Dichiarazione di Rispondenza

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Chiede un lettore di GT: «Mi hanno chiesto di redigere una Dichiarazione di Rispondenza di un impianto di riscaldamento di un appartamento realizzato nel 1992, data desumibile dalla targhetta della caldaia…»
La Dichiarazione di Rispondenza è un documento che sostituisce…

“Mi hanno chiesto di redigere una Dichiarazione di Rispondenza di un impianto di riscaldamento di un appartamento realizzato nel 1992, data desumibile dalla targhetta della caldaia.
Ho alcuni dubbi sui punti che elenco:
1. La tubazione del gas, dal contatore – con un solo rubinetto di intercettazione del fornitore del gas sulla mensola -, attraversa sottoterra il giardino per una decina di metri con un tubo di ferro catramato da 1”, ma senza giunti dielettrici.
2. Presumibilmente percorre un tratto incassato nella parete perimetrale esterna della casa, dove è visibile solamente una scatola con coperchio areato contenente un “normale” rubinetto di intercettazione generale.
3. All’interno della cucina, dalla parete perimetrale esce un tubo di ferro nero tutto a vista da 1” al quale sono collegati la caldaia tramite tubo di ferro zincato da 3/4″ e relativo rubinetto d’arresto e il piano cottura con tubo zincato da 1/2”, flessibile e rubinetto arresto.
4. Il piano cottura non ha la cappa.
Che cosa devo adeguare per poter rilasciare la D.R.?”

La Dichiarazione di Rispondenza è un documento che sostituisce la mancanza della Dichiarazione di Conformità e che pertanto sottoscrive la rispondenza dell’impianto in esame alle norme esistenti alla data della sua esecuzione.
Essendo stato eseguito l’impianto nel 1992, la norma in vigore era la UNI 7129:1972 (la successiva UNI è stata pubblicata nel maggio 1993).
Descriviamo quanto in questa norma, allora di poche pagine, era stabilito:
1. Non è previsto sul contatore nessun ulteriore organo di intercettazione o presa di pressione e sulla tubazione metallica interrata non si prevedono giunti dielettrici.
2. Non si prescrive un divieto particolare per le tubazioni incassate nella parete esterna perimetrale salvo precisare al punto 2.3.1 che “sotto traccia le tubazioni vengano annegate in malta di cemento”.
Non c’è nessun riferimento su guaine da inserire nell’attraversamento di pareti.
Il “normale” rubinetto di intercettazione generale esistente, ubicato all’esterno, è previsto al punto 2.3.8 “inserire un rubinetto immediatamente all’interno dell’alloggio”.
3. Inserire il rubinetto d’arresto generale alla prima filettatura all’interno della cucina.
4. Per il piano cottura è prevista la cappa al punto 3.2
“Gli apparecchi di cottura devono scaricare i prodotti della combustione in apposite cappe che devono essere collegate a canne fumarie o direttamente all’esterno.
In caso non esista la pratica possibilità di applicazione della cappa, è tollerato l’impiego di un elettroventilatore applicato alla parete esterna od alla finestra del locale, da mettere in funzione contemporaneamente all’apparecchio, purché vengano rispettate le condizioni seguenti:
o nel locale non vi sia alcun condotto di scarico funzionante o fuori servizio, ma non tappato;
o siano tassativamente rispettate le norme riguardanti la ventilazione, di cui al punto 4;
o l’elettroventilatore abbia una potenza tale da consentire l’evacuazione di 2 m3 di aria per ogni 1.000 kcal/h di portata termica installata”.

Gli interventi per il rilascio della Dichiarazione di Rispondenza pertanto sono:
• inserire il rubinetto d’arresto generale alla prima filettatura all’interno della cucina;
• installare una cappa sul piano cottura.

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