Scaldabagno unifamiliare a gas, quali norme per l’installazione?

«Mi hanno chiamato per sostituire uno scaldabagno a gas ad accumulo da 80 lt a camera aperta in una villetta che scarica a tetto in un camino indipendente. Ho i seguenti dubbi:
1. Posso installare ancora uno scaldabagno a camera aperta anche se non ho come camino una canna fumaria collettiva ramificata?
2. Devo rispettare un rendimento minimo di combustione, dato che gli apparecchi in commercio non raggiungono tali rese minime?» chiede un lettore di GT il giornale del termoidraulico.
La situazione degli scaldabagni è sempre stata nel “limbo”…

«Mi hanno chiamato per sostituire uno scaldabagno a gas ad accumulo da 80 lt a camera aperta in una villetta che scarica a tetto in un camino indipendente. Ho i seguenti dubbi:
1. Posso installare ancora uno scaldabagno a camera aperta anche se non ho come camino una canna fumaria collettiva ramificata?
2. Devo rispettare un rendimento minimo di combustione, dato che gli apparecchi in commercio non raggiungono tali rese minime?»

La situazione degli scaldabagni è sempre stata nel “limbo”.

1.

Le norme UNI, per scaldabagni di potenzialità inferiori o superiori ai 35 kW, non fanno particolari distinguo da altre tipologie di apparecchi per quanto concerne ubicazione, installazione, scarico prodotti combustione ecc. ecc. Il Regolamento (UE) n. 813/2013 ha stabilito che dopo il 26 settembre 2015 le caldaie di potenza inferiore o uguale a 400 kW, destinate sia al riscaldamento (solo riscaldamento n.d.r.) e la produzione di acqua calda sanitaria (combinate riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria n.d.r.) non potranno essere più caldaie tradizionali a tiraggio forzato. Di apparecchi per la sola produzione di acqua calda sanitaria non se ne parla e quindi la situazione prospettata non è contemplate e quindi fattibile.

2.

Per quanto riguarda l’esercizio, il controllo, la manutenzione e l’ispezione la Regione Lombardia ha normato queste operazioni con la DGR 3965:2015. All’art. 4 “Definizioni” punto ii “impianto termico” si precisa che “Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”.

Per quanto precisato uno ‘scaldabagno unifamiliare’ non compete:

  • targatura come impianto;
  • limiti modalità di esercizio;
  • requisiti energetici;
  • manutenzione e controllo;
  • rendimento.

Nel caso in esame pertanto non esistono prescrizioni minime di rendimento.

Diversamente sarebbe se lo stesso scaldabagno da litri 80 fosse installato, ad esempio, in una palestra. Non vi sarebbe problema sul fatto di essere a camera aperta, ma dovrebbe rispettare il rendimento minimo di 90 + 2 log Pn.

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