La Direttiva (UE) 2020/2184, recepita in Italia con il Decreto legislativo 18/2023, stabilisce i requisiti minimi che le acque potabili devono rispettare e le attività di monitoraggio che devono essere effettuate dai gestori idropotabili, dalle autorità ambientali e sanitarie; definisce le sanzioni per il mancato rispetto dei parametri normativi, nonché i requisiti minimi per i reagenti chimici e i materiali filtranti attivi e passivi da impiegare nel trattamento delle acque.
In particolare, la Direttiva stabilisce nuovi limiti per le sostanze pericolose per la salute, tra cui PfFAS, cromo e clorati; viene inoltre introdotta la rilevazione del parametro legionella sull’acqua fredda e viene posta attenzione alla qualità dei materiali e prodotti in contatto con acqua potabile come fonte di potenziale inquinamento. Tra i punti cardine della nuova legge vi è l’ampliamento di un approccio basato sulla valutazione del rischio e sulle misure volte a migliorare l’accesso all’acqua destinata al consumo umano, anche attraverso la promozione dell’acqua potabile con installazione di erogatori per gli edifici prioritari, quali aeroporti e stazioni, e per gli edifici pubblici.
In conformità alle nuove norme, gli Stati dovranno inoltre informare la Commissione sui risultati dei monitoraggi, compresi i dati sui superamenti dei valori limite, sugli incidenti e sulle eventuali deroghe concesse.Il nuovo sistema di segnalazione – afferma la Commissione europea – è più semplice rispetto alla precedente Direttiva sull’acqua potabile e riduce la quantità di dati da segnalare.
È la prima volta che nell’UE viene implementato un monitoraggio sistematico dei PFAS nell’acqua potabile. In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri devono adottare misure per ridurre il livello di PFAS e tutelare la salute pubblica, informando al contempo il pubblico. Queste misure possono includere la chiusura dei pozzi contaminati, l’aggiunta di trattamenti per rimuovere i PFAS o la limitazione dell’uso di acqua potabile per tutto il periodo in cui persiste il superamento.
Nel 2024 per supportare un monitoraggio coerente in tutta l’UE, la Commissione europea ha pubblicato le “Linee guida tecniche sui metodi analitici per la misurazione del “PFAS totale” e della “somma di PFAS” nell’acqua potabile”. Tali linee guida, che si basano su una valutazione tecnica e socioeconomica e sono state elaborate in stretta consultazione con gli Stati membri, definiscono i metodi più appropriati per il monitoraggio dei Pfas ai sensi della direttiva riformulata