La preparazione della viabilità per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 e la gestione della mobilità durante l’evento hanno rappresentato uno dei più complessi interventi di ingegneria infrastrutturale e gestionale mai affrontati nelle Dolomiti. Anas, società del Gruppo FS, è responsabile di un pacchetto di opere e tecnologie che combina interventi strutturali – dalle varianti della strada statale SS 51 “di Alemagna” ai nuovi nodi di accesso alla conca ampezzana – con un sistema avanzato di monitoraggio e gestione del traffico basato su sensoristica IoT, comunicazione V2X, videosorveglianza ad alta definizione e piattaforme di data analytics.
Realizzata nel 2021, la strada statale SS51 è stata tra le prime smart road in Europa, con 336 postazioni multifunzione, road side unit in doppia tecnologia trasmissiva DSRC e C V2X, edge computing distribuito e una control room dedicata a Cortina, progettata per integrare dati di traffico, meteo, incidenti e criticità in tempo reale. L’obiettivo è garantire continuità operativa, sicurezza e capacità di risposta in un contesto caratterizzato da vincoli geomorfologici, condizioni climatiche severe e flussi straordinari.
ANAS, strade sicure e controllate
La parola a…
Con Mauro Giancaspro, direttore Technology, Innovation & Digital Spoke, e Luigi Carrarini, responsabile Centre of Excellence Smart Road & SHM analizziamo nel dettaglio l’architettura tecnologica e infrastrutturale a supporto della mobilità olimpica.
Anas utilizza la videosorveglianza come strumento chiave per garantire sicurezza e fluidità verso Cortina. Le telecamere, integrate con sensori meteo e in comunicazione con una sala operativa attiva H24, permettono interventi rapidi anche in caso di forti nevicate o ghiaccio: quanti dispositivi sono attivi oggi sulle statali del Bellunese e quali ulteriori sistemi sono stati implementati in occasione delle Olimpiadi?

Mauro Giancaspro (M.G.): «La videosorveglianza è da anni uno strumento centrale per la sicurezza della viabilità verso Cortina. Sulla sola smart road SS51 sono operative oltre 300 telecamere dotate di algoritmi di intelligenza artificiale e integrate nelle postazioni polifunzionali e nelle gallerie lungo la tratta, che si aggiungono agli altri dispositivi presenti su tutta la rete statale di competenza nel Bellunese e nelle arterie complementari. Questi sistemi dialogano con la sala operativa H24, che lavora in stretto coordinamento con polizia stradale, Protezione Civile e vigili del fuoco.
Per le Olimpiadi, Anas ha ulteriormente rafforzato la dotazione tecnologica della smart road attraverso telecamere termiche ad altissima risoluzione, capaci di garantire visibilità ottimale anche nelle condizioni più critiche e dotate di algoritmi di rilevazione ostacoli basati su intelligenza artificiale, che consentono di identificare in tempo reale situazioni anomale lungo la tratta.
Questi sistemi dialogano con le sale di controllo competenti attraverso una rete di comunicazione in fibra ottica ad altissima capacità, permettendo l’attivazione immediata di allarmi e notifiche verso gli operatori e le squadre Anas impegnate sul territorio. Il risultato è una capacità di risposta più rapida, coordinata e affidabile, a beneficio della sicurezza e della gestione dei flussi durante i Giochi Olimpici.
Nello specifico, i flussi video sono disponibili per le sale operative Anas di Bellano, Venezia e Sala Situazioni di Roma e sono stati resi visibili anche nelle sale interforze attivate con la polizia. In particolare, è stata abilitata la visualizzazione delle telecamere nelle sale di Sondrio, Milano, Belluno e Venezia e in quella dei vigili del fuoco di Lecco».
Visto il contesto di montagna, con gelate frequenti e nevicate, sono state introdotte tecnologie (telecamere termiche, sensori per valanghe ecc.) capaci di rendere la viabilità verso Cortina molto più resiliente anche in condizioni ambientali estreme?
M.G.: «Le condizioni climatiche delle Dolomiti, con frequenti nevicate e gelate, richiedono tecnologie specifiche. Per questo la smart road SS51 è stata equipaggiata e integrata con diversi sensori e sistemi di monitoraggio specifici, come per esempio gli accelerometri utilizzati per monitorare in tempo reale la velocità e la direzione della neve o detriti in movimento, così da individuare frane o valanghe imminenti; sono presenti anche stazioni meteo per misurare l’intensità delle precipitazioni e l’accumulo di pioggia al fine di calcolare i livelli complessivi di rischio.
Un’attenzione particolare è riservata a rilevare il fenomeno del black ice, uno strato sottile e invisibile di ghiaccio che si forma sulla strada e riduce drasticamente l’aderenza dei veicoli, aumentando il rischio di incidenti. Per contrastare questo pericolo, sono stati installati sensori in grado di rilevare le condizioni favorevoli alla formazione del ghiaccio, consentendo l’attivazione di misure preventive. Inoltre, i semafori e i pannelli a messaggio variabile si attivano automaticamente in risposta ai dati raccolti, fornendo segnali tempestivi agli utenti della strada e contribuendo a rendere la viabilità verso Cortina più sicura».
La control room di Cortina è stata il “cervello” della mobilità olimpica. Come funziona e quali dati gestisce in tempo reale?
M.G.: «Le sale operative Anas di Venezia, Milano e Roma – alle quali, in caso di necessità, può aggiungersi quella di Cortina – rappresentano il centro nevralgico della gestione dell’info-viabilità della tratta. Le sale sono operative H24 e lavorano congiuntamente con polizia stradale, Regione Veneto e Protezione Civile, con la possibilità di visualizzare simultaneamente i flussi di traffico e la viabilità connessa, i dati meteo e le condizioni del manto stradale, allarmi e anomalie segnalate dai sensori IoT, incidenti e ostacoli rilevati dalle telecamere con AI, integrando queste informazioni con i dati V2X scambiati con i veicoli autorizzati (per esempio, la flotta Anas).
Un elemento innovativo introdotto è la capacità di scambiare i dati in tempo reale attraverso protocolli standardizzati come Datex II, lo standard europeo per lo scambio di dati sul traffico, che permette di comunicare tempestivamente le informazioni di viabilità con operatori terzi quali Autostrade per l’Italia e la Fondazione Milano-Cortina. Quest’apertura all’interoperabilità rappresenta un esempio virtuoso di come unire le forze mettendo in rete risorse e dati e supportando significativamente l’incremento della sicurezza e la fluidità della mobilità durante gli eventi che modificano i flussi di traffico».
Qual è il ruolo della videosorveglianza nel monitoraggio dei flussi e nella gestione delle emergenze?

of Excellence Smart Road & SHM – Anas
Luigi Carrarini (L.C.): «Le oltre 300 telecamere intelligenti installate lungo la smart road SS51 svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio continuo della viabilità. Grazie alla tecnologia, è possibile individuare immediatamente code, situazioni di criticità e comportamenti anomali degli utenti della strada e intervenire in modo tempestivo. Le immagini fornite dalle telecamere offrono un supporto visivo prezioso durante le emergenze, facilitando il coordinamento e l’efficacia degli interventi di soccorso, contribuendo all’ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di soccorso, riducendo i tempi di risposta e migliorando la sicurezza complessiva. Un altro aspetto importante per la gestione delle emergenze riguarda la gestione dinamica della segnaletica stradale: i pannelli a messaggio variabile possono essere aggiornati in tempo reale in base alle informazioni raccolte, fornendo agli automobilisti indicazioni tempestive e precise».
La sensoristica stradale permette di rilevare meteo, ghiaccio, ostacoli, incidenti. Quanto è affidabile?
L.C.: «La rete di sensori installata lungo la strada è progettata con elevati standard di resilienza e con un elevato grado di affidabilità. L’adozione di tecnologie di smart road, come l’edge computing distribuito, consente di elaborare i dati localmente, riducendo la latenza e assicurando la continuità operativa anche in caso di interruzioni di singoli nodi o blackout. Questa tecnologia preserva l’integrità e la qualità delle informazioni trasmesse. Di conseguenza, il sistema garantisce un monitoraggio costante e dettagliato della strada, che integra il supporto alla gestione dell’info-mobilità tramite una mole di informazioni senza precedenti».
La strada SS51 è tra le prime smart road d’Europa. Può spiegare in termini concreti cosa questo significa per un automobilista o per un mezzo di soccorso?
L.C.: «La smart road SS51 è stato un progetto pioneristico e pilota per l’Italia e l’Europa, che ha significato non solo digitalizzare la strada ma dotare il territorio di Cortina di una rete dati ad altissima capacità, accelerando la diffusione della banda larga nel cuore delle Dolomiti, nell’area di Cadore e su 21 Comuni con circa 30.000 residenti e oltre 800.000 presenze medie turistiche complessive l’anno. Un grande contributo alla chiusura del divario digitale in un’area montana storicamente meno servita.
Per un automobilista, viaggiare sulla smart road significa poter contare su informazioni precise, validate da operatori qualificati e aggiornate in tempo reale su meteo, code, incidenti e possibili rischi lungo il percorso. La viabilità risulta più fluida, i cantieri sono gestiti in modo più sicuro e, in caso di guasto o incidente, i tempi di intervento delle squadre operative si riducono sensibilmente grazie alla rete di sensori e telecamere, che rilevano immediatamente le anomalie. Per agevolare i mezzi di soccorso, le sale operative sono in grado di pilotare gli impianti di strada, adattando semafori e pannelli informativi al loro passaggio, migliorando l’efficacia e la rapidità degli interventi e informando gli utenti stradali».
Quali tecnologie sono state installate lungo la tratta e come dialogano tra loro?
L.C.: «Lungo la tratta smart road sono installate oltre 300 telecamere intelligenti, di cui 200 sulle postazioni polifunzionali e 100 nelle gallerie di tratta, che lavorano insieme alle antenne RSU in doppia tecnologia DSRC e C-V2X e ai pannelli a messaggio variabile. L’infrastruttura è integrata nei sistemi di elaborazione Anas, che ne permettono la verifica e la gestione in tempo reale.

Le telecamere di nuova generazione non si limitano a riprendere ciò che accade sulla strada: grazie a modelli di visione artificiale addestrati per riconoscere pattern ambientali, sono anche in grado di interpretare le condizioni meteo, collaborando con centraline dedicate. Possono distinguere la presenza di neve, pioggia intensa, riduzione della visibilità dovuta a nebbia o foschia, formazioni di ghiaccio. Alcuni modelli dispongono di sensori termici integrati che consentono di rilevare anomalie del manto stradale, come zone fredde potenzialmente soggette a gelate. Queste informazioni sono fondamentali per attivare gli interventi di salatura preventiva antighiaccio.
L’elaborazione avviene direttamente nei nodi edge di rete presenti lungo la tratta, che effettuano una preelaborazione interpretando i dati in tempo reale. Le informazioni più rilevanti vengono poi trasmesse alla smart platform della sala operativa, dove operatori qualificati riscontrano e certificano quanto rilevato dai sistemi automatici, avviando le opportune attività di esercizio secondo le procedure».
Per la gestione della mobilità e del traffico in occasione delle Olimpiadi invernali sono state previste misure temporanee come ZTL olimpiche, parcheggi di interscambio, navette. Come si è integrato Anas con Comuni, Regione e Fondazione Milano Cortina?

M.G.: «Anas ha supportato gli enti istituzionali durante l’evento, anche collaborando con le sale interforze, per la regolazione della mobilità e l’assistenza dei mezzi dedicati di servizio e soccorso. In questo contesto, l’azienda ha saputo svolgere un ruolo fondamentale, garantendo un supporto continuo e il monitoraggio in tempo reale della SS51 e delle principali arterie di accesso a Cortina.
Grazie alla smart road, la tratta viene osservata costantemente tramite una rete capillare di sensori, telecamere intelligenti e sistemi di analisi dei dati, che permettono di rilevare tempestivamente flussi anomali, rallentamenti, criticità dovute al meteo o situazioni che potrebbero influenzare la viabilità. Le informazioni raccolte vengono condivise con gli enti territoriali e con le control room, permettendo di coordinare in modo rapido ed efficace tutte le misure di regolazione, comprese quelle previste durante i Giochi Olimpici.
Le informazioni sono state trasferite in maniera telematica ai seguenti soggetti:
- Comuni dell’area;
- Regione Veneto e Provincia di Belluno;
- Fondazione Milano Cortina 2026;
- polizia stradale;
- Autostrade per l’Italia;
- CCISS».
Le tecnologie di sicurezza introdotte per le Olimpiadi resteranno operative anche dopo, migliorando in modo permanente la viabilità verso Cortina e nel Bellunese?
M.G.: «Le tecnologie introdotte lungo la SS51 – da quelle per la comunicazione veicolare alle telecamere dotate di intelligenza artificiale, dalla sensoristica avanzata alla sala di controllo locale – non rappresentano un intervento temporaneo legato esclusivamente all’evento olimpico. Tutte queste infrastrutture rimarranno operative anche dopo i Giochi. L’obiettivo, infatti, non è solo garantire la migliore gestione possibile durante le Olimpiadi, ma lasciare in eredità un sistema di mobilità più sicuro, moderno e resiliente, capace di supportare in modo permanente il territorio dolomitico e chi lo percorre ogni giorno. Bisogna sottolineare anche un ulteriore beneficio permanente, particolarmente significativo, relativo alla fibra ottica installata lungo la tratta. Si tratta di un’innovazione che non solo alimenta il sistema smart road con una rete dati ad altissima capacità, ma sta avendo un impatto diretto e concreto anche sul territorio: sta infatti accelerando la diffusione della banda larga nell’area di Cadore e nel cuore delle Dolomiti, su cui insistono 21 Comuni».
Quali di queste tecnologie sono già confermate e quali sono ancora in fase di valutazione?
M.G.: «Le tecnologie oggi presenti sulla SS51 costituiscono un sistema avanzato e pienamente operativo. La smart road, con la sua rete IoT per il monitoraggio dei fronti franosi e le unità di comunicazione veicolare RSU lungo il tracciato, rappresenta un’infrastruttura ormai matura, con anche sistemi IoT di monitoraggio valanghe implementati nei punti più sensibili e pienamente stabilizzati: radar doppler, sensori vibro-acustici, stazioni nivometriche e unità di allerta automatica che consentono di individuare precocemente movimenti anomali dei versanti e variazioni del manto nevoso.
Si tratta di tecnologie che operano in continuo, garantendo un presidio fondamentale in un contesto alpino caratterizzato da pendenze elevate e condizioni climatiche variabili. Tutte queste soluzioni già confermate per il rilevamento delle criticità costituiscono la base tecnologica certa su cui Anas ha costruito la gestione della mobilità olimpica e porterà avanti la sicurezza della viabilità dolomitica anche oltre il 2026.
Parallelamente, al fine di implementare il miglior livello di sicurezza possibile, sono in fase di valutazione alcune ulteriori estensioni sui sistemi antivalanga completamente automatizzate e integrate nativamente con la smart road, modelli predittivi basati su intelligenza artificiale per anticipare i flussi turistici e gli scenari di congestione e anche soluzioni di comunicazione veicolare con casi d’uso aggiornati in ottica di interoperabilità avanzata, per supportare in futuro veicoli autonomi di servizio. Si tratta di evoluzioni che potranno arricchire ulteriormente il quadro della smart road, ma che si innesteranno su un’infrastruttura già robusta, stabile e pienamente operative».
Con il progetto smart road, Anas sta anche realizzando le basi infrastrutturali necessarie per abilitare la guida autonoma in Italia. I sistemi di connessione veicolare V2I/V2X e/o ibridi potenziano le capacità dei sistemi di guida autonoma già dal Livello 2+ “hands-off”.
Grazie alle tecnologie della smart road, i veicoli con capacità “hands-off” possono usufruire di connessione continua, alert avanzati e coordinamento con l’infrastruttura, migliorando la gestione delle manovre assistite soprattutto in situazioni di scarsa visibilità, che possono compromettere la capacità di visione dei sensori a bordo veicolo.