Al lavoro per una Prassi di Riferimento sulla cybersicurezza

Condividi

Sono iniziati i lavori per la stesura di una Prassi di Riferimento relativa alla sicurezza delle informazioni, cybersicurezza e protezione della privacy.

C’è un tema che, più di altri, si impone per la sua poderosa attualità: è quello della cybersicurezza. In una società in cui processi, servizi e infrastrutture sono sempre più legati alla dimensione informatica e digitale, affrontare le problematiche dettate dalle nuove frontiere della security diventa una priorità strategica.

Per questo motivo, l’UNI informa che lo scorso marzo sono stati avviati i lavori per un nuovo significativo documento pre-normativo: una prassi di riferimento che abbia per oggetto l’armonizzazione dei requisiti della NIST CSF (v.1.1) e della UNI CEI EN ISO/IEC 27001 (“Sicurezza delle informazioni, cybersicurezza e protezione della privacy – Sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni – Requisiti”).

Il NIST CSF è il Framework, ispirato al Cybersecurity Framework ideato appunto dal NIST (National Institute of Standards and Technology), che fornisce alle organizzazioni pubbliche e private (di qualsiasi dimensione) uno strumento operativo per organizzare degli adeguati processi di cybersecurity. Questo, e la norma internazionale sopra citata, sono al momento i due standard/linee guida di riferimento sul mercato. Una loro armonizzazione può pertanto costituire un fondamentale schema di certificazione accreditato, direttamente operativo.

L’obiettivo, sottolinea l’UNI, è dunque quello fornire alle organizzazioni – in primis quelle appartenenti al Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica e a cui si applicherà la direttiva NIS2 (entrata in vigore il 16 gennaio 2023), ma anche quelle che si affacciano sul confine del Perimetro comprese le PMI che al momento possono disporre di soli strumenti di autovalutazione/autotest non certificabili – un modus operandi univoco per definire, applicare e gestire i propri processi interni per la protezione delle informazioni e dei sistemi digitali mediante l’adozione di opportuni e adeguati requisiti e provvedimenti per la gestione del rischio Cyber.

Questo progetto è supportato, oltre che da ACCREDIA, da CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale Informatica), ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) ed UNINFO.

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

[paperlit id="prj_5c66717ea7555" show_issue="yes" all_title="Edicola Web"]

Ti potrebbero interessare

Quando la delibera è valida anche senza relazione tecnica?

Nel caso in esame, un condomino impugnava dinanzi all’autorità competente una delibera assembleare con la quale il condominio aveva ritenuto non necessaria, alla luce della normativa vigente, la redazione di una diagnosi energetica né la determinazione del criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento secondo la disciplina specifica di settore.

Unico POD

Unico POD

«Due società appartenenti allo stesso gruppo, operanti su un complesso immobiliare industriale avente caratteristiche condominiali (tetto e/o altre parti comuni), eventualmente costituendo un condominio, potrebbero avere un unico POD?», chiede un lettore di Elettro.

Digitalizzazione nel settore delle costruzioni, pubblicata la nuova UNI 11337-8

È stata pubblicata la UNI 11337‑8:2026 “Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 8: Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare”, la nuova norma che aggiorna e trasforma in standard la precedente UNI/PdR 74:2019.

Sostituzione della colonna di scarico e ripartizione delle spese

Nel caso in esame, una condomina ha impugnato una delibera assembleare contestando la ripartizione delle spese sostenute per la sostituzione di una conduttura di scarico delle acque nere, poiché suddivise in parti uguali tra i condomini interessati anziché in base ai millesimi di proprietà.