Videosorveglianza, informativa e altri adempimenti

Condividi
Immagine di

«Se un sistema di videosorveglianza interno riprende aree in cui abitualmente transitano dipendenti (come un magazzino o un corridoio) per evitare furti e incidenti, quali adempimenti sono necessari con le autorità e quali informazioni devono essere garantite ai dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

L’installazione di un sistema di videosorveglianza nelle aree aziendali frequentate dai dipendenti, come un magazzino o un corridoio, richiede il rispetto di alcune norme specifiche in materia di tutela dei dati personali.

In tutte le aree videosorvegliate devono essere presenti cartelli che informino della presenza delle telecamere, ben evidenti anche nelle ore notturne e posizionati per essere visibili prima di entrare nel raggio d’azione degli apparecchi. L’azienda deve fornire ai dipendenti un’informativa dettagliata che spieghi le finalità della videosorveglianza (per esempio, prevenzione dei furti e sicurezza), le modalità di trattamento dei dati, il periodo di conservazione delle immagini e i diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione ecc.).

Se in azienda sono presenti rappresentanze sindacali, è necessario stipulare con esse un accordo specifico per la videosorveglianza (e per ogni altra attività aziendale che potrebbe dar luogo a controllo a distanza del dipendente, come telepass o carte carburante). In mancanza di organizzazioni sindacali, occorre richiedere una specifica autorizzazione all’Ispettorato del Lavoro, allegando una piantina dell’impianto di videosorveglianza e una descrizione del suo funzionamento.

L’uso della videosorveglianza dev’essere giustificato da esigenze concrete, come la prevenzione di furti o incidenti, e deve rispettare il principio di proporzionalità, evitando riprese superflue o invasive. Le immagini devono essere conservate solo per il tempo strettamente necessario alle finalità per cui sono state raccolte. Di norma, il periodo massimo di conservazione è di 24 ore, salvo casi eccezionali come festività o sospensione delle attività, che possono giustificare un periodo di conservazione più lungo, previo adeguato supporto documentale.

Solo il personale autorizzato dovrebbe avere accesso alle registrazioni video, garantendo la tracciabilità degli accessi per prevenire utilizzi non autorizzati. Meglio sarebbe affidare l’eventuale consultazione/ estrazione delle immagini a un soggetto esterno (azienda installatrice/manutentrice).

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

  • n.3 - Giugno 2026 n.3 - Giugno 2026
  • n.2 - Aprile 2026 n.2 - Aprile 2026
  • n.1 - Febbraio 2026 n.1 - Febbraio 2026

Ti potrebbero interessare

Impianti a biomassa

Impianti a biomassa

«Buongiorno, dovrei installare un apparecchio a biomassa – per la precisione una stufa a pellet – all’interno di un monolocale e avrei necessità di sapere se è realizzabile e qual è la norma tecnica di riferimento», chiede un lettore di GT.

Impianto di illuminazione dichiarazione di conformità

Impianto di illuminazione e dichiarazione di conformità

«Il mio condominio ha deciso di installare nel giardino un impianto di illuminazione (lampioni lungo i vialetti e luci sui muri esterni). L’installatore che ha realizzato l’impianto non ha fornito nulla, nemmeno la dichiarazione di conformità e non vuole fornire nulla. Quando gli sono state chieste spiegazioni, ha risposto dicendo di non essere obbligato a rilasciarla perché si tratta di un impianto nuovo, situato all’esterno e non all’interno di un edificio. È vero?», chiede un lettore di Elettro.

studio di tatuaggi

Studio tatuaggi: progettazione e limiti dimensionali

«Per l’impianto elettrico di uno studio di tatuaggi, con superficie 150 m2 e contatore da 9 kW, è necessario il progetto a firma di un tecnico abilitato?», chiede un lettore di Elettro.

impianto GPL

Riutilizzo di un impianto GPL e dichiarazione di conformità

«Nel 1996 abbiamo realizzato, per un cliente, un impianto a gas GPL con serbatoio. Adesso lo stesso cliente ha tolto il serbatoio e ha fatto richiesta per il contatore gas metano. L’impianto verrà modificato solo nel tratto finale, quello che andrà alla nicchia del contatore.
Abbiamo recuperato la vecchia Dichiarazione di Conformità del 1996, che contiene una relazione descrittiva dell’impianto senza alcun disegno. Al fornitore gas posso allegare questa Dichiarazione di Conformità e fare gli Allegati Tecnici Obbligatori solamente per la parte di nuova realizzazione? Naturalmente allegherei anche il disegno di tutto l’impianto, con evidenziata la parte preesistente», chiede un lettore di GT.