Videosorveglianza, informativa e altri adempimenti

Condividi
Immagine di

«Se un sistema di videosorveglianza interno riprende aree in cui abitualmente transitano dipendenti (come un magazzino o un corridoio) per evitare furti e incidenti, quali adempimenti sono necessari con le autorità e quali informazioni devono essere garantite ai dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

L’installazione di un sistema di videosorveglianza nelle aree aziendali frequentate dai dipendenti, come un magazzino o un corridoio, richiede il rispetto di alcune norme specifiche in materia di tutela dei dati personali.

In tutte le aree videosorvegliate devono essere presenti cartelli che informino della presenza delle telecamere, ben evidenti anche nelle ore notturne e posizionati per essere visibili prima di entrare nel raggio d’azione degli apparecchi. L’azienda deve fornire ai dipendenti un’informativa dettagliata che spieghi le finalità della videosorveglianza (per esempio, prevenzione dei furti e sicurezza), le modalità di trattamento dei dati, il periodo di conservazione delle immagini e i diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione ecc.).

Se in azienda sono presenti rappresentanze sindacali, è necessario stipulare con esse un accordo specifico per la videosorveglianza (e per ogni altra attività aziendale che potrebbe dar luogo a controllo a distanza del dipendente, come telepass o carte carburante). In mancanza di organizzazioni sindacali, occorre richiedere una specifica autorizzazione all’Ispettorato del Lavoro, allegando una piantina dell’impianto di videosorveglianza e una descrizione del suo funzionamento.

L’uso della videosorveglianza dev’essere giustificato da esigenze concrete, come la prevenzione di furti o incidenti, e deve rispettare il principio di proporzionalità, evitando riprese superflue o invasive. Le immagini devono essere conservate solo per il tempo strettamente necessario alle finalità per cui sono state raccolte. Di norma, il periodo massimo di conservazione è di 24 ore, salvo casi eccezionali come festività o sospensione delle attività, che possono giustificare un periodo di conservazione più lungo, previo adeguato supporto documentale.

Solo il personale autorizzato dovrebbe avere accesso alle registrazioni video, garantendo la tracciabilità degli accessi per prevenire utilizzi non autorizzati. Meglio sarebbe affidare l’eventuale consultazione/ estrazione delle immagini a un soggetto esterno (azienda installatrice/manutentrice).

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

[paperlit id="prj_5c66717ea7555" show_issue="yes" all_title="Edicola Web"]

Ti potrebbero interessare

Scarico fumi di una caldaia a condensazione

«Buongiorno, ho bisogno di una delucidazione per la canna fumaria di una caldaia domestica. Ho installato una caldaia a condensazione a camera stagna (scarico fumi in pressione positiva) in una cascina, dove c’è un tetto basso (zona deposito) e attaccata c’è l’abitazione principale, più alta di un piano (quindi 3-4 mt più alta rispetto alla tettoia). Il vicino contesta il fatto che la canna fumaria non abbia sbocco al di sopra del tetto. Questa affermazione è corretta? La canna fumaria dovrebbe andare al di sopra del tetto della casa principale, anche se si trova ad una distanza di oltre 15 mt dalla stessa? Non basta il rispetto di certe distanze per la canna fumaria?», chiede un lettore di GT.

Privacy e videosorveglianza fuori dal centro commerciale

«Gestisco un centro commerciale e, a causa di alcuni recenti furti delle auto in sosta, vorrei installare un impianto di videosorveglianza nel parcheggio esterno. Quali sono le regole principali e le cautele che devo adottare per non violare la privacy di clienti e dipendenti?», chiede un lettore di Sicurezza.

tubi interrati

Tubi interrati

«Ma, per una villetta unifamiliare, quali sono le dimensioni dei cavidotti/tubi da prevedere dalla strada, e quanti devono essere 1 o 2?» , chiede un lettore di Elettro.

Caldaia di tipo C in locale aerabile

«Sono stato interpellato da un’impresa che sta ristrutturando un appartamento di proprietà privata. Mi hanno chiesto se sia possibile installare una caldaia uso riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di Tipo C (camera stagna e tiraggio forzato) in un disimpegno come indicato nel disegno allegato.
Il disimpegno comunica con:
– camera doppia con portafinestra
– camera singola con finestra
– bagno con finestra», chiede un lettore di GT.