Protezione contro i contatti indiretti

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«Discutendo con dei colleghi, non ci troviamo d’accordo sulla possibilità di risolvere il problema della protezione contro i contatti indiretti di una linea in un cascinale in filo nudo a parete. È sufficiente installare un differenziale o no?», chiede un lettore di Elettro.
La risposta breve è no, ma vale la pena di dire il motivo…

 contatti indiretti«Discutendo con dei colleghi, non ci troviamo d’accordo sulla possibilità di risolvere il problema della protezione contro i contatti indiretti di una linea in un cascinale in filo nudo a parete. È sufficiente installare un differenziale o no?», chiede un lettore di Elettro.

La risposta breve è no, ma vale la pena di dire il motivo.

L’uso di interruttori differenziali con corrente differenziale nominale d’intervento non superiore a 30 mA, è riconosciuto dalla Norma CEI 64-8 come protezione addizionale contro i contatti diretti in caso di insuccesso delle altre misure di protezione o di incuria da parte degli utilizzatori (Norma CEI 64-8, art. 412.5.1). In particolare, la protezione addizionale contro i contatti diretti è richiesta (Norma CEI 64-8, art. 412.5.3):

  • nei locali ad uso abitativo per i circuiti che alimentano le prese a spina con corrente nominale non superiore a 20 A;
  • per i circuiti che alimentano le prese a spina con una corrente nominale non superiore a 32 A destinate ad alimentare apparecchi utilizzatori mobili usati all’esterno.

Protezione contro i contatti indiretti

La protezione contro i contatti diretti deve essere realizzata in tutti i casi con i mezzi previsti per la loro categoria. Gli interruttori differenziali possono essere anche usati come strumenti di protezione contro l’innesco dell’incendio, essendo capaci di rilevare il degrado dell’isolamento dei circuiti e delle apparecchiature, prodromo di un cortocircuito.

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