Problematiche delle batterie

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«Quali sono i punti più critici delle batterie in esercizio?», chiede un lettore di Elettro.

I problemi che si possono manifestare nelle batterie sono tipicamente la riduzione della capacità e, talvolta, la fuoriuscita dell’elettrolita (soluzione a base di acido solforico)…

«Quali sono i punti più critici delle batterie in esercizio?», chiede un lettore di Elettro.

I problemi che si possono manifestare nelle batterie sono tipicamente la riduzione della capacità e, talvolta, la fuoriuscita dell’elettrolita (soluzione a base di acido solforico).

Il primo si riflette sulla disponibilità dell’energia elettrica in quanto ridotta capacità della batteria significa autonomia ridotta e dipende dal suo normale utilizzo. I costruttori forniscono una stima della vita della batteria in ipotesi di temperatura del luogo di installazione di 20 °C e assenza di cicli di utilizzo. È chiaro come tale classificazione abbia un valore comparativo per le prestazioni delle batterie ma sia solamente e necessariamente convenzionale. Oltre alla temperatura anche il semplice utilizzo condiziona la vita della batteria: ogni ciclo di carica-scarica ne riduce la vita.

La percolazione di acido, unita ai residui della corrosione che esso origina nei materiali conduttivi presenti nel polo e nei collegamenti che allo stesso fanno capo, potrebbe stabilire lungo il corpo isolante dell’accumulatore un canale conduttivo fra il polo stesso e le parti metalliche dell’armadio di contenimento. Si può originare una corrente elettrica inizialmente debole ma sufficiente a causare fenomeni di surriscaldamento, erosione e micro-combustione del materiale plastico della batteria. Il problema può essere particolarmente critico nei sistemi senza trasformatore che impiegano la batteria con tensioni anche superiori a 400V.

Qualora non ci siano i controlli periodici o gli stessi non siano sufficientemente qualificati, aumenta il rischio che gli eventi sopra descritti possano nel tempo degenerare in fenomeni di surriscaldamento e fusione della plastica di cui le stesse batterie sono composte.

Focalizzando l’attenzione sulle batterie di uso più comune (piombo) occorre precisare che nelle batterie VRLA, la fuoriuscita dell’elettrolita è piuttosto infrequente dal momento che è possibile solo se la resina di chiusura del coperchio non assicura l’ermeticità, oppure quando le valvole di sicurezza sono difettose. In tutti gli altri casi la fuoriuscita può essere causata da un semplice ribaltamento dovuto ad errata installazione o intervento umano.

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