Distanze ambiente bagno

Condividi
Immagine di dit26978 su Freepik.com

«Quali sono le distanze prescritte dalle norme riguardo la posizione delle prese elettriche in prossimità del lavandino e del bidet?», chiede un lettore di Elettro.

Dubbio lecito, tuttavia non esiste un riferimento normativo preciso che stabilisce distanze minime dalle prese elettriche rispetto a lavandino e bidet. La Sezione 701 Norma CEI 64-8, che regola gli impianti elettrici nei locali contenenti una vasca o una doccia, prevede vincoli solo in relazione a questi due elementi, e non fornisce prescrizioni specifiche per altri sanitari.

Tuttavia, dal punto di vista della buona regola tecnica e della sicurezza, è consigliabile posizionare le prese a una distanza ragionevole da lavandini e bidet, in modo da evitare il rischio di spruzzi d’acqua, nel rispetto del principio generale di protezione contro i contatti indiretti e le condizioni ambientali del locale.

Ti potrebbero interessare

Impianti a biomassa

Impianti a biomassa

«Buongiorno, dovrei installare un apparecchio a biomassa – per la precisione una stufa a pellet – all’interno di un monolocale e avrei necessità di sapere se è realizzabile e qual è la norma tecnica di riferimento», chiede un lettore di GT.

Impianto di illuminazione dichiarazione di conformità

Impianto di illuminazione e dichiarazione di conformità

«Il mio condominio ha deciso di installare nel giardino un impianto di illuminazione (lampioni lungo i vialetti e luci sui muri esterni). L’installatore che ha realizzato l’impianto non ha fornito nulla, nemmeno la dichiarazione di conformità e non vuole fornire nulla. Quando gli sono state chieste spiegazioni, ha risposto dicendo di non essere obbligato a rilasciarla perché si tratta di un impianto nuovo, situato all’esterno e non all’interno di un edificio. È vero?», chiede un lettore di Elettro.

studio di tatuaggi

Studio tatuaggi: progettazione e limiti dimensionali

«Per l’impianto elettrico di uno studio di tatuaggi, con superficie 150 m2 e contatore da 9 kW, è necessario il progetto a firma di un tecnico abilitato?», chiede un lettore di Elettro.

impianto GPL

Riutilizzo di un impianto GPL e dichiarazione di conformità

«Nel 1996 abbiamo realizzato, per un cliente, un impianto a gas GPL con serbatoio. Adesso lo stesso cliente ha tolto il serbatoio e ha fatto richiesta per il contatore gas metano. L’impianto verrà modificato solo nel tratto finale, quello che andrà alla nicchia del contatore.
Abbiamo recuperato la vecchia Dichiarazione di Conformità del 1996, che contiene una relazione descrittiva dell’impianto senza alcun disegno. Al fornitore gas posso allegare questa Dichiarazione di Conformità e fare gli Allegati Tecnici Obbligatori solamente per la parte di nuova realizzazione? Naturalmente allegherei anche il disegno di tutto l’impianto, con evidenziata la parte preesistente», chiede un lettore di GT.