Quale gruppo di continuità installare per la mancanza di elettricità domestica?

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«Devo installare un gruppo di continuità atto a intervenire in caso di mancanza di elettricità 220 V. La parte bassa della mia casa può essere soggetta ad allagamenti se la pompa di sollevamento acque non entra in funzione, a causa della mancanza di elettricità 220 V, a seguito di interruzione per maltempo o altro. Cosa mi consigliate?» chiede un lettore di Elettro.
Dobbiamo affrontare 4 aspetti…

«Devo installare un gruppo di continuità atto a intervenire in caso di mancanza di elettricità 220 V. La parte bassa della mia casa può essere soggetta ad allagamenti se la pompa di sollevamento acque non entra in funzione, a causa della mancanza di elettricità 220 V, a seguito di interruzione per maltempo o altro. Cosa mi consigliate?» chiede un lettore di Elettro.

Dobbiamo affrontare 4 aspetti:

  1. la norma di riferimento del gruppo statico;
  2. il buco di tensione eventualmente creato nel momento della commutazione;
  3. la scelta della potenza soprattutto in relazione alla corrente di spunto;
  4. l’autonomia richiesta.

Dal momento che l’esigenza di disponibilità dell’alimentazione elettrica del lettore può essere definita di sicurezza e non funzionale, il primo consiglio è quello di indirizzarsi verso un gruppo conforme alla Norma EN 50171 “Sistemi di alimentazione centralizzata”.

Per la verità forse il caso del lettore è una situazione un po’ di ibrida, di solito le apparecchiature di sicurezza che richiedono queste attenzioni sono, ad esempio, apparecchi di illuminazione di sicurezza, circuiti elettrici di impianti antincendio automatici, sistemi di cercapersone e impianti di segnalazione di sicurezza, apparecchiature di aspirazione fumi, sistemi di segnalazione di presenza di monossido di carbonio o impianti specifici di sicurezza per particolari edifici come ad esempio in aree ad alto rischio, ma le condizioni lavoro del gruppo nel caso del lettore (non note) potrebbero anche essere gravose.

Quando un gruppo statico di continuità viene utilizzato per alimentare sistemi essenziali di sicurezza, esso deve rispondere oltre alle prescrizioni delle norme di prodotto della serie EN 62040, anche alle prescrizioni aggiuntive della norma di sistema EN 50171.

Gruppi statici di continuità di questo tipo vengono indicati con il termine CPSS (Central Power Supply System) o più comunemente soccorritore.

Le principali caratteristiche addizionali che il sistema deve possedere, possono essere compendiate come segue:

  • gli involucri devono essere resistenti a sollecitazioni termiche specifiche (prove del filo incandescente);
  • la tensione di ingresso con frequenza compresa in un intervallo pari al ±2% del valore nominale.

Le batterie devono essere:

  • protette contro la scarica completa;
  • di tipo a lunga durata;
  • protette contro l’inversione di polarità dei cavi di connessione;
  • ricaricate in tempi brevi.

Affinché il sistema di alimentazione sia efficace devono essere prese opportune precauzioni su tutti i componenti che lo compongono (protezioni, linee, etc.).

Se queste precauzioni fossero eccessive allora da questo punto di vista bene anche un gruppo conforme alla norma EN 62040.

Per quanto riguarda la scelta del tipo di gruppo (VFD, VI o VFI) dal momento che eventuali brevi interruzioni nell’alimentazione non compromettono la funzionalità, senza dubbio mi orienterei su un gruppo VFD che in fase di commutazione rete/batteria crea un buco di tensione, ma per contro garantisce elevati rendimenti.

Alcuni tipi di carichi, tra i quali i motori elettrici, al momento dell’inserimento in tensione richiedono una corrente di spunto notevolmente superiore a quella nominale. Per evitare l’intervento delle protezioni è opportuno tenerne in debito conto, oltre che nel funzionamento ordinario, in modo particolare nel dimensionamento dell’eventuale gruppo statico di continuità destinato ad alimentarle nel funzionamento in emergenza.

La scelta del sistema statico di continuità dipende anche dall’azionamento elettrico, quando presente.

In tabella sono riassunte le caratteristiche tipiche all’avvio per i motori più comuni. Si sottolinea che gli intervalli di valori dipendono dalla taglia del motore.

Caratteristiche tipiche all’avvio per i motori più comuni.

Motore Tipo di avviamento Corrente di spunto [p.u.] Corrente massima [p.u.]
DC – Non compensato Raddrizzatore 1 1,80
DC – Non compensato Raddrizzatore 1 2
Asincrono Diretto 3 – 7 3 – 7
Asincrono Soft starter A seconda delle impostazioni 3 – 7
Asincrono Inverter A seconda dell’azionamento A seconda dell’azionamento
Brushless Inverter A seconda dell’azionamento A seconda dell’azionamento

L’ultimo aspetto al quale porre attenzione è costituito dall’autonomia che dovrà essere scelta in funzione della presunta durata dell’interruzione.

Elettrodubbio
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