Lampade che sfarfallano, cosa fare?

Condividi

«Ho da sottoporvi un caso. Impianto tradizionale, non domotico. Due stanze sono dotate di centro luce a interruzione con lampada a Led perfettamente funzionante, anche se uno dei centri fa parte di un ventilatore con variatore di velocità. Nel corridoio sono presenti due applique con lampade a Led comandate da una coppia di deviatori. Le due lampade spesso sfarfallano e non sempre lo sfarfallio cessa da solo infatti, a volte, bisogna spegnere e riaccendere le lampade. Quali rimedi ci sono? Perché ho già provato a sostituire le lampade ma non ho risolto nulla.» chiede un lettore di Elettro+Watt.

Per rispondere con certezza sarebbe necessario avere più informazioni, supponiamo per semplicità che la prova sia stata fatta con Led di marche e modelli diversi e quindi di poter ragionevolmente escludere la qualità dei Led, che probabilmente è la causa più comune in un caso del genere. Escludiamo altresì che sia un problema di dimmerazione poiché il lettore non dice di avere nessun dimmer sul circuito del corridoio.

Se i Led sono quindi di ottima qualità, la causa dello sfarfallamento deve essere nella sua alimentazione.

Il lettore non specifica se le applique del corridoio abbiano un alimentatore interno (che magari serviva per alimentare delle vecchie lampadine alogene) o meno. Se ci fosse l’alimentatore allora potrebbe essere un buon indiziato. I Led, come noto, sono apprezzati per l’elevata efficienza luminosa; il che comporta a parità di tensione e illuminamento una corrente molto minore di quella delle altre tecnologie. La corrente potrebbe essere talmente modesta da non permettere all’alimentatore di stabilizzare l’uscita.

La soluzione in questo caso è sostituire l’alimentatore esistente con uno di potenza adatta ai Led installati. Una prova (forse non decisiva) per capire se la fattispecie è questa, potrebbe essere rimontare in una delle due applique la lampada originale per far aumentare un po’ la corrente.

I portalampada sono in buone condizioni? Causa meno probabile, ma da verificare.

Infine, ricordo – ma non mi sembra sia di interesse immediato per il caso in esame così come viene descritto dal lettore – che fatto un disegnino si mette in evidenza: interrompendo il neutro, invece della fase, per effetto delle capacità parassite i Led possono sfarfallare da spenti. La soluzione è interrompere la fase (come del resto si deve comunque fare sempre).

Anche la spia sul comando può infine avere effetti sullo sfarfallamento dei Led spenti, la soluzione è alimentare la spia da un altro circuito.

Richiedi maggiori informazioni

Edicola web

  • n.3 - Aprile 2026
  • n.2 - Marzo 2026
  • n.1 - Febbraio 2026

Ti potrebbero interessare

ventilazione impianto a gas

Ventilazione e aerazione con impianto a metano in un monolocale

«Come devono essere realizzati gli impianti a gas metano per alimentare una caldaia a camera stagna e un piano cottura all’interno di un monolocale?», chiede un lettore di GT.

rischio da fulminazione

Rischio da fulmini

«Il mio committente mi ha richiesto l’aggiornamento di una relazione di valutazione del rischio da fulminazione, redatta da un altro professionista nell’autunno 2020. Vorrei però capire, a vostro avviso, è effettivamente necessario un aggiornamento?», chiede un lettore di Elettro.

impianto a gas

Modifiche su un impianto a gas esistente

«Buongiorno, devo intervenire su un impianto a gas metano esistente, realizzato prima
del 2008 all’interno di un’abitazione privata, che alimenta una caldaia e un piano cottura.
L’impianto è sprovvisto di Dichiarazione di Conformità e inoltre:
– l’alimentazione gas metano della caldaia e del piano cottura sono realizzati con
tubazioni di gomma flessibile derivati da due rubinetti posizionati all’esterno dell’abitazione;
– le tubazioni in gomma flessibile transitano all’interno di una parete in cartongesso.
È possibile predisporre i documenti per riattivare l’utenza gas metano?», chiede un lettore di GT

Chiarimenti normativi CEI EN IEC 62305-2

Chiarimenti normativi

«Ho visionato la nuova edizione della Norma CEI EN IEC 62305-2, ma vorrei comprendere meglio secondo quali criteri un impianto potrebbe risultare non autoprotetto», chiede un lettore di Elettro.