Riutilizzo di un impianto GPL e dichiarazione di conformità

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impianto GPL

«Nel 1996 abbiamo realizzato, per un cliente, un impianto a gas GPL con serbatoio. Adesso lo stesso cliente ha tolto il serbatoio e ha fatto richiesta per il contatore gas metano. L’impianto verrà modificato solo nel tratto finale, quello che andrà alla nicchia del contatore.
Abbiamo recuperato la vecchia Dichiarazione di Conformità del 1996, che contiene una relazione descrittiva dell’impianto senza alcun disegno. Al fornitore gas posso allegare questa Dichiarazione di Conformità e fare gli Allegati Tecnici Obbligatori solamente per la parte di nuova realizzazione? Naturalmente allegherei anche il disegno di tutto l’impianto, con evidenziata la parte preesistente», chiede un lettore di GT.

 

Dopo aver verificato l’idoneità tecnica dell’impianto preesistente e la sua perfetta tenuta (*), operazioni da precisare nella nuova Dichiarazione di Conformità, si potrà procedere con la realizzazione del nuovo collegamento che verrà dettagliatamente descritto negli Allegati Tecnici Obbligatori.

Ricordiamo inoltre che, data la diversa precedente pressione di esercizio della rete in GPL rispetto alla rete metano, bisognerà controllare che i diametri delle tubazioni esistenti garantiscano la portata necessaria per il corretto funzionamento degli apparecchi utilizzatori.

(*) La prova di tenuta dovrà essere realizzata secondo quanto previsto nella norma tecnica UNI 11137:2019Impianti a gas per uso civile – Criteri per la verifica e il ripristino della tenuta di impianti interni – Prescrizioni generali e requisiti per i gas della II e III famiglia

Classificazione del gas secondo prospetto 1 della UNI EN 437:2019

  • I famiglia: gas manifatturati.
  • II famiglia: gas naturali.
  • III famiglia: gas di petrolio liquefatti (GPL).

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