Unico contatore per più utenze, è possibile?

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«Al servizio di un nuovo condominio di soli box, vorremmo creare impianti elettrici che possano offrire ai compratori l’opzione di carica auto elettriche, con la contabilizzazione separata ma un unico contatore condominiale. Ci sono delle controindicazioni normative?» chiede un lettore di Elettro+Watt.

Credo che i dubbi del lettore siano legati alla normativa che regola gli utenti nascosti da qualche anno a questa parte. Tuttavia, nel caso descritto la soluzione sta nella Delibera 894/2017/R/eel che ha modificato la definizione di unità di consumo, che precedentemente aveva originato il problema, come segue:

[…] «Unità di consumo (UC): insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi a una rete pubblica, anche per il tramite di reti o linee elettriche private, tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva. Essa, di norma, coincide con la singola unità immobiliare. È possibile aggregare più unità immobiliari in un’unica unità di consumo nel seguente caso: unità immobiliari pertinenziali (solai, garage, cantine), anche nella disponibilità di diverse persone fisiche o giuridiche, facenti parte di un unico condominio. Il predetto insieme di unità immobiliari pertinenziali può a sua volta essere inglobato nell’unità di consumo relativa alle utenze condominiali;» […]

Pertanto, sia nello scenario box con possibilità di carica EV sia in quello dei box classici, dal punto di vista formale non ci sono problemi ad avere un unico contatore e fare successivamente la ripartizione dei consumi.

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