Come distinguere i tipi di manutenzione?

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Devo preparare un capitolato per un piccolo ente per appaltare la manutenzione. Come posso distinguere con certezza la manutenzione ordinaria, quella straordinaria e quella correttiva? E’ il quesito posto da un lettore della rivista “L’impianto elettrico”.

Esigenza assai lecita e certamente c’è una bella differenza tra le diverse manutenzioni che cita il lettore. Non sono certo che non si tratti però di un tema in merito al quale non ci saranno mai delle discussioni. Proviamo.

Con manutenzione ordinaria si intende l’insieme delle azioni manutentive che hanno come scopo riportare un sistema (o un suo componente) in stato di avaria, allo stato di buon funzionamento precedente, senza modificare o migliorare le funzioni svolte dal sistema, né aumentarne il valore, né migliorarne le prestazioni.

Con manutenzione straordinaria si intende invece l’insieme delle azioni:

  • migliorative;
  • preventive rilevanti, come le revisioni che aumentano il valore dei sistemi e/o ne prolungano la longevità;
  • in taluni casi anche correttive se lo scopo non è dettato da un’esigenza impellente di ripristinare il livello ottimale di funzionamento, ma piuttosto da una gestione economica, nel tempo, aumentando in modo significativo il valore residuo e/o la longevità del sistema.

La manutenzione straordinaria non ha infatti lo scopo di mantenere nel tempo il livello di disponibilità (compito invece che è assegnato alle manutenzione ordinaria), ma ha proprio un carattere di straordinarietà, ossia interviene nelle grandi manutenzioni ai sistemi, specie quelli che debbono funzionare a ciclo continuo, come i sistemi statici di continuità, affinché fra un periodo e l’altro di intervento ci siano problemi minimi di deriva e di avaria, in genere coperti con ridondanze o riconfigurazioni del sistema.

Un altro aspetto importante della manutenzione straordinaria consiste nel miglioramento delle prestazioni e/o dell’affidabilità. Con il passare del tempo le esigenze prestazionali tipicamente aumentano, anche perché anno dopo anno, appaiono sul mercato nuovi modelli, nuove tecnologie, per cui il gestore si trova spesso nella necessità di valutare il rimpiazzo di un sistema o una sua manutenzione radicale (appunto straordinaria) al fine di aggiornarlo e di ridurre il suo grado di obsolescenza, nonché aumentarne la longevità.

La maggiore longevità dei sistemi, sia fisica, sia tecnologica, permette infatti di ripartire su un maggior numero di annualità i costi di acquisto, ai quali nel tempo si aggiungono anche i costi della Manutenzione straordinaria che va ad incrementare il valore patrimoniale da sottoporre alla procedura di ammortamento.

Si definisce manutenzione correttiva l’insieme di azioni manutentive che non concorrono ad aumentare il valore del sistema né a migliorarne le prestazioni, ma semplicemente ripristinano lo status quo ante, come avviene sempre per la manutenzione incidentale, ma a rigor di logica, può avvenire anche con la manutenzione preventiva.

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