Installazione di impianti GPL e tubazioni interrate

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impianti GPL e tubazioni interrate«Ho realizzato una tubazione interrata, derivata da un deposito (serbatoio) GPL, che alimenta l’impianto interno di un’abitazione. La tubazione, in polietilene e lunga 7 mt, è protetta da una guaina corrugata aerata da due pozzetti realizzati alle due estremità del percorso di posa.

Mi è stato contestato di averla intubata, adducendo che un’eventuale sacca formatasi per affossamento del terreno e un’eventuale perdita di GPL sarebbero state pericolose. È vero? E, dato che il percorso ormai eseguito è già stato anche completato con parziale piastrellatura dell’ingresso pedonale, come si può rimediare a questa installazione?», chiede un lettore di GT.

La contestazione è corretta. Le norme che trattano la materia sono le UNI 7131-2023 “Impianti a GPL per uso domestico e similare non alimentati da rete di distribuzione – Progettazione, installazione e messa in servizio” e UNI 7129-1 “Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione – Progettazione, installazione e messa in servizio – Parte 1: impianto interno” a cui si rimanda per una lettura integrale.

La norma UNI 7131-2023 al punto 2 rimanda, per la posa in opera delle tubazioni, alla UNI 7129:2015, dove al punto 4.4.1 – Criteri generali di posa precisa stabilisce che: “La configurazione dell’impianto interno deve essere prevista in modo tale da evitare la formazione di sacche dovute a trafilamenti o dispersioni accidentali di gas”.

Una soluzione potrebbe essere quella di realizzare un pozzetto aerato nella posizione intermedia della tubazione allo scopo di evitare, in caso di perdita accidentale, pericolosi accumuli di sacche di gas.

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