Infiltrazioni e danni al condominio: cosa deve dimostrare il danneggiato?

infiltrazioniNel caso di specie, Tizio citava in giudizio il condominio Alfa per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla sua proprietà in conseguenza di un’esondazione idrica proveniente dalla colonna condominiale. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno rigettato le domande di Tizio, il quale ha proposto ricorso in Cassazione lamentando come il giudice di secondo grado avesse mal interpretato le prove documentali e testimoniali prodotte a sostegno della propria pretesa.

Infiltrazioni e danni al condominio, la sentenza della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6924 del 2022 ha rigettato il ricorso ritenendo come la Corte d’Appello avesse correttamente ritenuto non provata la circostanza secondo cui i danni verificatisi nell’appartamento di Tizio fossero effettivamente riconducibili dall’ostruzione di una condotta di scarico condominiale e pertanto riconducibili ad una cosa in custodia del condominio.

Difatti, come affermato dalla Corte d’appello e come confermato dalla Corte di Cassazione, dovendo la fattispecie essere inquadrata nella disciplina di cui all’art 2051 c.c. – ossia danni cagionati dalle cose in custodia – spetta al danneggiato dimostrare l’esistenza del nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, prova che, come affermato anche dal giudice di legittimità, non è stata assolta nella fattispecie concreta.

Ti potrebbero interessare

rischio elettrico

Rischio elettrico e responsabilità datoriale

La sentenza della Cassazione ribadisce i limiti dell’abnormità in materia di prevenzione antinfortunistica.

L’importanza di definire le responsabilità del distributore

Con l’ordinanza n. 34762 del 28 dicembre 2024, la Corte di Cassazione è intervenuta nel contenzioso tra un utente e i soggetti erogatori di energia elettrica riguardo la responsabilità del distributore per un contatore guasto e le relative conseguenze civili.

Quando la delibera è valida anche senza relazione tecnica?

Nel caso in esame, un condomino impugnava dinanzi all’autorità competente una delibera assembleare con la quale il condominio aveva ritenuto non necessaria, alla luce della normativa vigente, la redazione di una diagnosi energetica né la determinazione del criterio di ripartizione delle spese di riscaldamento secondo la disciplina specifica di settore.

Sostituzione della colonna di scarico e ripartizione delle spese

Nel caso in esame, una condomina ha impugnato una delibera assembleare contestando la ripartizione delle spese sostenute per la sostituzione di una conduttura di scarico delle acque nere, poiché suddivise in parti uguali tra i condomini interessati anziché in base ai millesimi di proprietà.